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Il Festival di Sanremo ieri e oggi: cosa ci ha fatto disinnamorare?

Stanotte si è concluso il 66° festival di Sanremo, così la nostra musica italiana come sempre ha un vincitore, che questa volta ho gradito davvero! I mitici Stadio!

Penso possa essere un buon inizio, poiché ha prevalso la saggezza, ossia non trattare temi politici, ricordare il valore della famiglia, il ruolo fondamentale di un padre e di una madre, senza discriminare nessuno, rendendo questo festival un po’ come una volta…
Bravo Conti, che ha tentato di restituirci i valori attraverso la buona musica. Gli artisti sono stati impeccabili, ho apprezzato molti brani, mi è dispiaciuto molto per Irene Fornaciari poiché il suo brano io l’ho trovato meraviglioso, forse non è stato compreso abbastanza! Molto bella la canzone del grande Ruggeri, ma i miei complimenti vanno agli Stadio, vincitore della gara canora.
Ho trovato il brano meraviglioso e la loro interpretazione superba, mi hanno resa ancora fiera di far parte di questo nostro popolo…il popolo italiano, che ha saputo sempre distinguersi, perché l’Italia non è solo corruzione e truffa. L’Italia è soprattutto onore, dignità, distinzione e cuore…il grande cuore Italiano.

Quest’anno dai sondaggi pare abbia avuto più ascolti che negli anni passati.

Sono ormai anni che il festival della canzone italiana pare si sia perso per strada.
Forse che gli sprechi di denaro ad esso legati rendano questo evento canoro non più molto gradito agli italiani?
Forse però è anche che sono cambiate le famiglie, i gusti e le abitudini: ricordo che da bambina tutte le famiglie italiane aspettavano Sanremo come l’evento dell’anno, e addirittura qui in Sicilia ci si organizzava radunando quante più persone possibili nella stessa casa per vedere il festival insieme e scambiare opinioni tra una canzone e l’altra! E poi c’era la canzone di ognuno di noi, quella che ci rimaneva dentro…

In queste sere guardando di tanto in tanto la conduzione, ho capito che nonostante l’impeccabile Conti e l’affascinante Garko, nonostante lo sfarzo, gli abiti, i tanti soldi dati ai super ospiti, mancava qualcosa, quel qualcosa di una volta, la semplicità, la passione, il fare veramente musica, quella musica di cui ancora oggi si parla, come Mamma, Azzurro, Nel blu dipinto di blu, Il ragazzo della via Gluck, O surdato nnammurato, l’Italiano, la Balalaika… e tante altre che tutt’oggi il mondo ricorda.
A mio dire, gli ospiti più graditi in assoluto sono stati i Pooh, forse perché appartengono agli anni belli della musica, forse perché è il gruppo italiano per eccellenza, quello storico che arriva a 50 anni di carriera, forse perché anche loro hanno fatto parte della vita di moltissimi italiani e Uomini Soli è una di quelle magnifiche canzoni che il mondo ricorda ancora.

Fino ai tempi in cui anche loro partecipavano al Festival, l’evento era genuino, ricco di passione, e non c’era bisogno di dare 500 mila euro ad un super ospite per cantare solo due brani, no! Non va bene così, non è che il festival diventa più bello o più seguito, si tratta solo di spreco puro…
Io preferivo Sanremo di una volta, dove albergava la semplicità, la sfida gli uni con gli altri, c’erano gli artisti… quelli veri.
E noi a ricordare tutti i ritornelli già il giorno dopo.

Perché Sanremo è Sanremo. Ma forse ormai l’italiano è cambiato, la musica è cambiata, e la cara Rai non può darci ciò che è stato, per quanti soldi continui ad investire nell’evento. Ma viva la musica e chi non ne fa solo veicolo di denaro!

Rosanna Di Fede

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