La BEFANA vien di notte… sulla scopa svolazzina!

5 Gennaio 2017, tardo pomeriggio. Come avviene ogni 5 gennaio da tempo immemorabile, la Befana si prepara per affrontare una lunga notte in sella alla sua scopa volante. La gerla, piena di regali destinati ai bimbi buoni, è pronta da giorni. Ora ci manca solo la zuppa.

«La zuppa?» si chiederà qualcuno di voi. «Che cosa c’entra la zuppa?»

La zuppa c’entra eccome, visto che, con una zuppa a base di rapa svolazzina, la Befana non solo si riempie la pancia e si riscalda, ma rende magica la sua scopa.

In che modo? É presto detto: basta un po’ di zuppa sulle setole di saggina della scopa, perché questa risponda al comando «Vola!» e voli per tutta la notte, trasportando la Befana sopra i tetti delle case.

Occupata com’è a mescolare la zuppa, che comincia a sobbollire sul fuoco, la Befana si rivolge alla gallinella appollaiata sulla spalliera di una sedia e le chiede di andarle a prendere l’ingrediente più importante.

«Gallina, va’ a razzolare nell’orto e portami una rapa svolazzina, ché è il momento di metterla a cuocere nella zuppa!»

«Ah, no davvero!» chioccia la gallina. «Fuori fa freddo e io sto tanto bene qui sul mio trespolo».

La Befana chiama allora il gatto, che sonnecchia acciambellato davanti al focolare:

«Gatto, graffia la gallina che non vuole andare a prendermi la rapa svolazzina nell’orto!»

«Non ci penso proprio!» miagola il gatto, sbadigliando. «Sto comodo dove sono e non ho intenzione di muovere neanche la coda».

«Mestolo!» dice la Befana, rivolta al cucchiaione di legno con cui mescola la zuppa. «Picchia il gatto, che non vuole graffiare la gallina, che non vuole andare a prendermi la rapa svolazzina nell’orto!».

«Macché!» risponde il mestolo. «Non lo vedi che sono già occupato a mescolare la zuppa?»

La Befana non desiste.

«Fuoco, brucia il mestolo, che non vuole picchiare il gatto, che non vuole graffiare la gallina, che non vuole  andare a prendermi la rapa svolazzina nell’orto!» ordina al fuoco sotto la pentola.

«Io voglio bruciare solo chi mi pare e piace!» crepita il fuoco, impertinente.

«Acqua!» comanda a questo punto la Befana, guardando il secchio traboccante d’acqua nell’acquaio. «Spegni il fuoco, che non vuole bruciare il mestolo, che non vuole picchiare il gatto, che non vuole graffiare la gallina, che non vuole andare a prendermi la rapa svolazzina nell’orto!»

«No!» gorgoglia l’acqua, senza neppure preoccuparsi di dare una spiegazione.

«Capra, tocca a te!» grida la Befana alla capretta che sta sotto la panca «Bevi l’acqua, che non vuole spegnere il fuoco, che non vuole bruciare il mestolo, che non vuole picchiare il gatto, che non vuole graffiare la gallina, che non vuole andare a prendermi la rapa svolazzina nell’orto!»

Da sotto la panca sporgono due corna appuntite e una barbetta bionda. Dopodiché la capra bela:

«Da qui non mi sposto, Befana! Perché lo dice anche lo scioglilingua: sotto la panca la capra campa!»

La Befana, indispettita, parla alla corda appesa al muro, che per tutta risposta fa finta di non sentirla:

«Corda, lega la capra, che non vuole bere l’acqua, che non vuole spegnere il fuoco, che non vuole bruciare il mestolo, che non vuole picchiare il gatto, che non vuole graffiare la gallina, che non vuole andare a prendermi la rapa svolazzina nell’orto!»

All’improvviso da un buco nel muro sbuca fuori un topolino e la Befana pensa bene di chiedere aiuto a lui.

«Topolino caro…» gli propone, addolcendo la voce, «Vorresti rosicchiare la corda, che non vuole legare la capra, che non vuole bere l’acqua, che non vuole spegnere il fuoco, che non vuole bruciare il mestolo, che non vuole picchiare il gatto, che non vuole graffiare la gallina, che non vuole andare a prendermi la rapa svolazzina nell’orto?»

Il topolino non si fa ripetere l’invito.

«Ora te la rosicchio subito!» squittisce di rimando.

Sentendo il topo, la corda cambia idea e dice:

«Lego la capra!»

E la capretta:

«Bevo l’acqua!»

E l’acqua:

«Spengo il fuoco!»

E il fuoco:

«Brucio il mestolo!»

E il mestolo:

«Picchio il gatto!»

E il gatto:

«Graffio la gallina!»

E la gallina:

«Corro nell’orto, razzolo e ti porto la rapa svolazzina

Non appena la zuppa è cotta, la Befana ne scodella tre piatti per sé e un piatto per il topolino.

Dopo essersi rimpinzata per bene, tuffa quindi la scopa nel pentolone, per raschiar via la zuppa avanzata. E mentre raschia quel poco che c’è da raschiare, sorride sotto i baffi e  dice al topolino:

«Anche per quest’anno il volo è assicurato! Saranno pronte le calze da riempire?»

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Rosalia Mariani

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