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Fiabe per bambini | AlFIABEto e la lettera X | Xavier e lo xilofono

Oggi tocca ai bimbi e alle bimbe il cui nome inizia con la lettera X: questa storia  dell’AlFIABEto è scritta apposta per loro. È scritta anche per gli altri naturalmente… Soprattutto per chi ha voglia di costruirsi uno xilofono, che accompagni le canzoni intonate in riva del mare.

Xavier e lo xilofono

Sulla spiaggia dorata, in compagnia dei cuginetti Emilia e Francesco e della sua sorellona Letizia, che quest’anno in vacanza s’è portata pure il fidanzato, Xavier  non la smette di correre e di saltare. A nulla valgono i rimproveri di Letizia, che vorrebbe abbronzarsi in santa pace e invece è costretta, almeno per oggi, a prendersi cura delle tre birbe  matricolate.

«Xavier, calmati una buona volta!» protesta Letizia. «E voi due» insiste rivolta ai cugini, «non siete stanchi di rincorrere quella peste? Guardate come siete sudati!».

«Tanto tra un po’ entriamo in acqua!» strillano in coro Xavier e Francesco, senza fermarsi e sollevando una nuvola di sabbia.

«Che cosa avete detto?» strilla più forte Letizia, togliendosi da un orecchio l’auricolare collegato all’iPhone.

Xavier si avvicina alla sorella e le canta una specie di filastrocca su pesciolini e bambini che hanno tutto il diritto di divertirsi come vogliono, quando sono in vacanza. Poi, riguardo  al fatto di essere tutto sudato, ripete, prima di tornare a correre nella sabbia:

«Non ti stare a preoccupare, che tra un po’ ci tuffiamo in mare!»

A questo punto ci prova Antonio, il fidanzato di Letizia:

«E se costruissimo un castello di sabbia? Se giocassimo a carte sotto l’ombrellone?»

I bambini non lo ascoltano neanche, ma Antonio non si dà per vinto.

«Xavier!» chiama. «Ho sentito che canti molto bene. Che ne diresti se costruissimo uno xilofono fatto di mare per accompagnare le tue canzoni?»

L’idea di uno xilofono fatto di mare incuriosisce Xavier e i cugini, tanto più che Antonio studia al conservatorio, per cui di musica e di strumenti musicali se ne intende.

«Per prima cosa ci servono almeno cinque bottiglie di vetro, tutte uguali e con la base larga» spiega Antonio ai bambini.

«Abbiamo quelle dei succhi di frutta» interviene Letizia. «O, se queste sono troppo piccole, potremmo chiederle alla ragazza del chiosco poco distante da qui».

«Sì, andiamo al chiosco da Manuela!» decide Xavier.

Senza aspettare il permesso della sorella, Xavier si affretta verso il piccolo bar sulla spiaggia, seguito ovviamente da Emilia e Francesco.

Dopo neanche un quarto d’ora i tre sono di ritorno con un paio di bottiglie vuote per ciascuno.

«Eccoti sei bottiglie, Antonio!» esclama Xavier soddisfatto.

«Manuela ha insistito per darcene una in più» gli fa eco Francesco.

«E ce le ha date pure col tappo!» aggiunge la piccola Emilia.

Ottenute le bottiglie, Antonio invita i bimbi a riempirle con una quantità variabile di acqua di mare. Lui stesso aggiusta quindi la quantità di ogni bottiglia e dispone le stesse sul piano rigido del lettino da spiaggia.

«Adesso le ordiniamo in scala una di fianco all’altra, secondo il loro livello di acqua» spiega Antonio. «Cominciamo dalla bottiglia che ne contiene di più, corrispondente all’incirca alla nota FA, e procediamo fino a quella con meno acqua, in modo da ottenere le note SOL, LA, DO, RE. A questo punto il nostro xilofono è pronto e, se Letizia mi procura una bacchetta…»

Frugando nella borsa da spiaggia, Letizia trova un cucchiaio.

«Il cucchiaio va benissimo!» dice Antonio. «E ora… Xavier, vuoi cominciare tu a “suonare” il mare in bottiglia? È semplice, basta percuotere alternativamente le bottiglie e ascoltare il suono diverso di ciascuna».

Così Xavier prova e riprova lo xilofono improvvisato, finché sulle note FA, SOL, LA, DO, RE, DO, LA, LA, intona le strofe di una canzone:

«Vieni presto ad ascoltare

questa musica del mare,

senti un po’ l’onda cantare

perché muta non sa stare…»

E voi? Voi ce l’avete una canzone da accompagnare con lo xilofono fatto di mare?

Rosalia Mariani

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