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Fiabe per bambini | AlFIABEto e la lettera R: Rebecca e il ranocchio Ridarello

Barzellette, battute, giochi di parole, indovinelli per ridere un po’. Perché il riso che scaturisce dall’umorismo fa bene ed è contagioso: accomuna cioè tutti i simpaticissimi bimbi dell’ AlFIABEto, non solo quelli il cui nome inizia con la lettera R.

Rebecca e il ranocchio Ridarello

Il regalo di zio Riccardo – inventore famoso – per la nipotina Rebecca è un ranocchio robotizzato, che salta, balla, fa le capriole, ma soprattutto… ride.

«Basta premere tre volte di seguito questo bottone rosso sulla sua pancia…» ha spiegato lo zio a Rebecca, «che il ranocchio comincia a ridere. E ride, ride così tanto (non per niente l’ho chiamato Ridarello!), che alla fine scappa da ridere anche a te. Vuoi provarci?»

In effetti la risata del robot-ranocchio è contagiosa e, la prima volta che l’ha sentita, Rebecca non è riuscita a trattenersi dal ridere pure lei. È scoppiata a ridere una seconda, una terza, una quarta volta e in genere la sola vista di Ridarello la mette di buonumore, sennonché oggi… Ehi, ma com’è che Rebecca oggi ha il muso lungo, la bocca imbronciata e uno sguardo che non si capisce bene se sia più triste o arrabbiato?

Il fatto è che oggi, a scuola, Rebecca ha litigato con la sua amichetta del cuore. Non solo: un compito le è riuscito male e la maestra l’ha richiamata a stare più attenta.

Così, per quanto Ridarello si impegni a ridere di gusto davanti alla piccina,  oggi la sua risata, scrosciante e molto molto rumorosa, non funziona.

Ma il ranocchio è un robottino che non si perde d’animo. Così, dopo almeno una decina di risate andate a vuoto,  dice:

«Ehi, Rebby, vedo che sei giù di corda. Se è per colpa di un compito sbagliato, non te la devi prendere, perché capita a tutti di commettere degli errori. È accaduto anche a me, che sono un genio. A proposito…» e Ridarello esibisce a questo punto il suo repertorio di battute divertenti, «sai qual è il significato della parolaaccadere”?»

Prima che Rebecca possa aprir bocca, è lo stesso ranocchio a dare la risposta:

«”Accadere significa inciampare sulla lettera compresa tra le lettere “g” e “i”».

«Mamma mia!» esclama Rebecca, non appena capisce il gioco di parole.

«E sai che cos’è un gallo

«È il maschio della gallina?» risponde pronta Rebecca.

«Macché! Il gallo è il capo della pollizia, così come il cincillà è un brindisi molto lontano e un armadillo è un mobilillo che contiene vestitilli».

«Per carità, basta con queste battutacce!» protesta Rebecca, a cui però viene già un po’ da ridere. «Altrimenti te ne sparo un paio io, di quelle che ho sentito a scuola».

«Avanti! Sono tutt’orecchi» gracchia Ridarello.

Rebecca non si fa ripetere l’invito.

«Per rimanere in tema di animali, lo sai che cosa ci fa un’ape sulla luna? E l’animale che non dorme mai, lo sai qual è

«Certo che lo so!» ribatte il ranocchio, scoppiando in una bella risata. «Un’ape sulla luna ci fa la luna di miele, invece un animale che non dorme mai potrebbe essere un mai-a-letto».

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«Oh no, hai indovinato! E lo sai perché la natura ci ha fatti con un unico mento

«No, questa qui è nuova» risponde Ridarello, prendendosi il mento tra le zampe.

«Semplice… Perché non poteva fare altri-menti!»

«Ah, Ah, che divertente!» ride più forte il robot. «Ma ora ascolta me! Come tu sai, tuo zio Riccardo lavora a Bergamo. Ebbene, bambina mia, come si chiamano gli abitanti di questa bella città?»

«Si chiamano Bergamaschi!» risponde pronta Rebecca.

«Sì, ma solo una parte. Infatti per metà sono Berga-maschi, per metà Berga-femmine».

A questo punto Rebecca non può più trattenersi dal ridere, mentre Ridarello insiste a raccontare le sue buffe storielle:

«Un bambino dice ad un compagno: – Il mio papà ha l’orologio di Napoleone.

– E con ciò? – risponde l’altro. – Pensa che il mio ha il pomo d’Adamo!.

Sempre lo stesso bambino alla maestra: – Maestra, mi ha punto una vespa, guarda che mano gonfia!

La maestra: – L’hai disinfettata?

Il bambino, per tutta risposta: – Macché, non ho fatto in tempo… è volata via subito!»

Ormai Rebecca ride a crepapelle, ma il ranocchio va avanti:

«Lo sai qual è l’animale più ecologico di tutti? La marmotta catalitica. E sai che cosa ci fanno tanti galli sotto terra?»

«Si nascondono? Sono morti, poveretti?»

«Macché! Ci fanno una galleria!»

«E dai finiamola con questi galli! Tanto ormai non sono più arrabbiata» dice Rebecca tra una risata e l’altra. «Anzi ora vado a trovare la mia amica, che abita qui vicino, e le chiedo di fare la pace. Prima però voglio mangiarmi un cioccolatino. Ne vuoi uno anche tu?»

«Mmm, noi ranocchi-robot non mangiamo cioccolato. Mangialo tu al posto mio!»

Rebecca, che ha preso una scatola di cioccolatini dal tavolo,  ne indica un paio vicini vicini e, leccandosi la labbra, risponde:

«D’accordo, ne mangerò due anziché uno! Mangerò questa coppia qui… Guardali! Non sembra anche a te che i due cioccolatini siano innamorati

«Altroché se sono innamorati! Sono così innamorati, che sarebbe proprio una crudeltà separarli» ribatte il ranocchio Ridarello. «E poi, ad osservarli bene… Sì, insomma, sono impazienti di saltarti in bocca!»

«Allora venite qui, amorucci miei!» esclama Rebecca, afferrando i due cioccolatini insieme con le dita. «Che la vostra storia si concluda con un bel… E vissero felici e fondenti!»  

Qui troverai, lettera per lettera, tutte le fiabe dalla a alla z.

Rosalia Mariani

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