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Fiabe per bambini | AlFIABEto e la lettera T: Tommaso e il topolino della tabellina del tre

Tra i tanti modi per imparare le tabelline L’AlFIABEto suggerisce di usare le rime. Sono le rime che il topolino di questa storia propone  a tutti i bambini, in particolare ai bimbi e alle bimbe il cui nome comincia con la lettera T.

Tommaso e il topolino della tabellina del tre

«Tre per sette… Uffa!» sbuffa Tommaso, seduto davanti al quadernone dei numeri, «questa tabellina del tre non mi vuole proprio entrare in testa. Come faccio ad impararla per domani?».

«Niente paura, Tommaso! Ci sono qua io ad aiutarti». La voce sottile appartiene a un topolino a quadretti, sbucato chissà come da una pagina del quaderno.

«Ehi, ma tu sei il topolino che ho disegnato qualche giorno fa!» esclama Tommaso, molto molto sorpreso.

«Sì, sono proprio io in carta e matita!» risponde il topolino, con un inchino.

«E com’è che hai preso vita e ti sei staccato dalla pagina?» chiede il bimbo, che ancora non crede ai propri occhi.

«Questo non ha nessuna importanza. Piuttosto voglio suggerirti un modo per memorizzare la tabellina. Avanti, comincia dal principio! Tre per uno… Che cosa fa tre per uno

«Fin qui ci arrivo! Tre per uno, tre».

«Ma io la rima te la dico lo stesso!» squittisce il topolino. «Tre per uno, treCon in testa la corona sembro un re».

Il buffo animaletto a quadretti non fa in tempo a pronunciare la parola corona, che sulla sua testolina compare per l’appunto una coroncina dorata. Dopodiché continua:

«E tre per due

«Aspetta, topolino! Tre per due fa… Forse sei

«Esatto!» applaude il topo. «Tre per due, come giustamente hai detto, fa sei. Ed io, pur essendo un topo curioso, bado sempre ai fatti miei».

«Che forte!»

«Ora, però, stai bene attento al resto della tabellina!» insiste a dire il topolino:

«Tre per tre, nove… Mi riparo con l’ombrello, quando piove.

Tre per quattro, dodici… Compro abiti e scarpe a prezzi modici.

Tre per cinque, quindici… Dei libri non leggo solo gli indici.

Tre per sei, diciotto… Me lo dai un bicchiere di latte con un biscotto?

Tre per sette, ventuno… Se bevo latte, no che non digiuno!

Tre per otto, ventiquattro… Prestami un pennarello, che tanto il tuo quaderno non lo imbratto!

Tre per nove, ventisette… Chi (come me!) ne ha di più, più ne mette.

Tre per dieci, trenta… Son così coraggioso, che nulla mi spaventa!»

Tommaso ascolta interessato, quindi ripete a bassa voce le rime.

Arrivato a tre per quattro chiede:

«Che cosa vuol dire la parola modici

«È una parola che, in questo caso, significa poco costosi» risponde lesto il topolino a quadretti. «D’altra parte, bellino come sono, sto bene vestito con tutto. Pure con addosso un paio di straccetti sono elegantissimo!»

«Hai ragione, ti stanno molto bene persino i quadretti» conferma Tommaso. «Ma, prima che vada a prenderti un bicchiere di latte con un biscotto, mi spieghi anche che cos’è quella cosa che hai di più

Il piccolo topo ride sotto i baffi, poi squittisce:

«È l’immaginazione. Io di immaginazione ne ho da vendere. Ecco perché ti ho chiesto un pennarello! Con un pennarello voglio disegnare sul tuo quaderno qualche amico animaletto che ti aiuti ad imparare le altre tabelline».

«Davvero? E quali animaletti vuoi disegnare?»

«Una civetta chiacchierona per la tabellina del cinque, per esempio, e poi una simpatica scimmia per la tabellina del sette… E magari un orsetto per quella dell’otto. Anche se una rima per ciascuno di questi miei amici la conosci già, non è vero!?»

Tommaso ci pensa un po’ su, ma soprattutto ripensa alla tabellina del tre. Dopodiché risponde:

«Sì, visto che cinque per tre fa quindici, anche la tua amica civetta non legge solo gli indici. E pure la scimmia non fa digiuno, perché il risultato di sette per tre è ventuno. Riguardo al tuo amico orso…»

«E bravo il mio Tommaso! Vedo che hai capito benissimo» lo interrompe il topolino della tabellina del tre. «Ma adesso, prima di darmi un pennarello, e soprattutto del latte e un biscotto, perché non mi ripeti dall’inizio alla fine e ad alta voce la tabellina che hai appena imparato?»    

  

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