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Fiabe per bambini | AlFIABEto e la lettera N: Nora e la ninnananna dei sette Nani

Oggi l’AlFIABEto dedica la sua storia specialmente ai bambini e alle bambine il cui nome inizia con la lettera N.

Nora e la ninnananna dei sette Nani

Conoscete i simpatici nanetti protagonisti della fiaba Biancaneve? Sono sette e qualcuno li chiama Brontolo, Cucciolo, Dotto, Eolo, Gongolo, Mammolo, Pisolo.
Li chiama in questo modo anche la piccola Nora, che li incontra talvolta la sera, quando tarda ad addormentarsi. Allora i sette nani le si presentano uno dopo l’altro, per cantarle una ninnananna, allo scopo di conciliarle il sonno.
Stasera è una di quelle volte in cui gli occhi di Nora fanno fatica a chiudersi, nonostante i numerosi sbadigli; perciò la bimba siede sul letto in attesa dei suoi amici nanetti. Di lì a poco il primo ad arrivare è il dolce e timido Mammolo.
Dopo aver salutato Nora con un inchino, Mammolo canta:
«Ecco la notte che scende giù,
colora il mondo tutto di blu…
Entra piccina dentro il lettino,
dormi serena fino al mattino!»
Nora si infila sotto le coperte, sennonché…
«Ops, mi sono dimenticata di Nocino!» esclama, sgusciando fuori dal letto e correndo verso la mensola su cui la aspetta il suo peluche preferito. «Come faccio a dormire senza il mio orsetto? Ma, soprattutto, come fa Nocino a dormire senza di me?»
Mammolo, un po’ allarmato, riaccompagna la bimba nel lettino. Quindi va ad accoccolarsi in un angolo, cantando ancora:
«Tra le coperte resta al calduccio,
che io veglio il tuo sonno dal mio cantuccio».
È poi la volta di Cucciolo, il più giovane dei sette nani. Cucciolo si presenta saltellando e, dopo aver inciampato un paio di volte nella tunichetta troppo lunga, canta:
«Fa’ la nanna, bimba bella,
luminosa come una stella!
Sogna solo sogni felici,
pieni di giochi, di tanti amici!»
Terminata la strofa, il nanetto saltella verso l’angolo in cui si trova Mammolo, ma Dotto, comparso all’improvviso, gli si para davanti e dice:
«Non ti dimentichi niente?»
Cucciolo diventa rosso come un pomodoro, ci pensa un po’ su e riprende:
«Sopra il cuscino poggia la testa…
Vegliare il tuo sonno per me è una gran festa».
«Proprio così, bravo!» commenta Dotto. «E io aggiungo pure:
Fa’ la nanna, cresci forte
per aprir tutte le porte,
per cercare le risposte
che la vita tien nascoste.
Stendi le mani, stendi i piedini,
ci sono io che veglio i bambini!»
«Tu vegli i bambini, Cucciolo e Mammolo pure rimangono svegli…Ma state scherzando?» si lamenta il nano Pisolo, che entra in scena insonnolito, trascinando i piedi. «Dormire bisogna! Al punto che io canto:
Ora che gli occhi si fanno pesanti,
che di sbadigli ne hai fatti tanti,
ronfar di gusto è quello che serve:
facciamolo tutti senza riserve!»
Il nano non finisce neppure di cantare le sue strofe della ninnananna, che già dorme russando sul tappeto di fianco al letto.
Nora scende dal letto, per poter osservare meglio il nano addormentato. Lo vede rannicchiato come un gatto e comincia a ridere.
Chi invece non ride è Brontolo, il nano per l’appunto… brontolone!
«Ma guardatelo, il pigro!» borbotta Brontolo facendosi avanti a passi pesanti. «Ah, non vale nemmeno la pena di svegliarlo. Quanto a te, piccola…» brontola ancora, rivolgendosi a Nora,
«Ogni bambino da un po’ sta dormendo,
nel mondo dei sogni ormai sta vivendo.
Per evitare che qui si bisticci,
torna al tuo posto, non fare capricci!
«Io non faccio i capricci!» protesta Nora, infilandosi di nuovo sotto le coperte. «È solo che adesso non mi va di dormire».
Il nano Brontolo è pronto a ribattere, se non fosse che Gongolo, sbucato da dietro la porta, gli ruba la parola e canta:
«Se infine il sonno tarda a venire,
prestami ascolto, stammi a sentire!
Possiamo scambiarci qualche storiella,
purché ci diverta, purché sia bella!»
«Oh sì, io ti racconto il nuovo gioco che ho imparato oggi a scuola» esclama Nora, battendo le mani. «Tu invece puoi sempre ripetermi una fiaba…tanto non mi stanco mai di sentirne anche di vecchie».
Lo scambio è presto fatto, cosicché è la volta dell’ultimo nano della compagnia, Eolo.
Il nano si china sul cuscino di Nora e sbuffa:
«Ninnananna, ninna oh,
ti addormenti oppure no?
Se non dormi fra un minuto,
qui ci scappa uno starnuto!»
«Per carità, il tuo starnuto no!» strilla Nora, nascondendo la testa sotto il lenzuolo. «Il tuo starnuto rischia di spazzar via me e Nocino dal letto. Ora mi metto subito a fare la nanna. Buonanotte, amici nani

Vuoi leggere la fiaba dedicata all’iniziale del tuo bambino? Cercala qui

Rosalia Mariani

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