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Fiabe per bambini | AlFIABEto e la lettera W | un Westie per Wendy

Questa storia dell’AlFIABEto, dedicata a tutti i bimbi e le bimbe il cui nome inizia con la lettera W, si ispira all’idea che i cani vengano dalla luna. A proposito dei nostri adorabili amici a quattro zampe, la grande Dacia Maraini scrive: sono creature sabbiose. Vivono nelle terre lunari, desolate e bianchissime, in attesa…». In attesa di che cosa? Probabilmente di scendere sulla terra – da lassù  la vedono azzurra, tonda e fasciata da foschie e nebbiosità, che prendono la forma di scialli vaporosi – per diventare inseparabili compagni di vita e di gioco di qualche cucciolo d’uomo.

Un Westie per WendyFiabe per bambini con cani

Prima di infilarsi sotto le coperte, Wendy si affaccia alla finestra.

«Vorrei un cane» sospira, rivolta alla luna. «Mi piacerebbe tutto bianco e con quel musetto da pagliaccio che ha il cane della pubblicità. Lo sai, vero, a quale pubblicità mi riferisco?! Papà mi ha spiegato che il cagnolino bianco che desidero tanto è un… Aspetta, che l’ho scritto sotto a un disegno!»

Wendy va alla scrivania, prende il foglio dove ha ritratto il cane dei suoi sogni, torna alla finestra e legge:

«Il nome della razza è West Highland White Terrier o, più semplicemente, Westie. Ammettilo, luna, è o non è uno dei tuoi abitanti più belli?»

La luna, imperturbabile, tace. La bimba però non si perde d’animo e continua a parlarle o, per meglio dire, racconta alla luna la storia secondo cui i cani vengono proprio da lassù, dai crateri e dalle colline lunari.

«In effetti, ora che guardo bene le tue macchie» dice Wendy in tono sognante, «mi sembra di vederlo il mio Westie. Lo vedo scodinzolare… No, adesso saltella, abbaia. Che sia impaziente di scendere quaggiù, tra le mie braccia?»

Per qualche minuto ancora la luna tiene duro e si mantiene indifferente. Sennonché l’ostinazione della bimba d’un tratto la conquista e la convince a partecipare al suo sogno.

Così si sfarina di dosso un po’ della sua luce magica, che precipita dal cielo per  trasformarsi immediatamente in un cagnolino dal pelo bianco.

«E va bene, eccolo il tuo Westie!» sussurra, mentre la bestiola si ritrova magicamente nella camera, ai piedi di Wendy. «Hai ragione, sai… Tra i cani che abitano la mia casa, questo lo apprezzo in modo particolare! Sarà per la sua vivacità e perché è un giocherellone, sarà per via del  suo muso tondo da pagliaccio (come lo hai definito tu!). Ora che l’ho lasciato venire da te, devi averne cura, però. E poi, per prima cosa, devi dargli un nome. Come lo chiamerai il tuo nuovo amico?».Westie

Tutta presa com’è ad accarezzare e a far festa al cucciolo, la bimba non risponde, cosicché la luna, insofferente che non le si presti attenzione, torna a cullarsi nel cielo, in cerca di qualche altro desiderio da esaudire.

Il piccolo Westie all’improvviso smette di leccare Wendy e si siede sull’attenti, con gli occhietti fissi sulla bimba.

«Allora, hai sentito la luna? Come hai intenzione di chiamarmi?» pare che dica.

Wendy si allontana di un passo e, dopo aver studiato per bene il nuovo amico, esclama:

«Peter Pan! Ti chiamerò come il bambino che non cresce mai. In fondo, lui e Wendy erano molto amici».

Il Westie approva abbaiando e Wendy torna a stringerlo tra le braccia, finché…

Papà e mamma entrano in camera, seguiti da un candido batuffolo a quattro zampe.

«Svegliati, Wendy!» dice il papà, scuotendo la sua piccina addormentata. «Vogliamo presentarti il cagnolino che abbiamo adottato apposta per te».

Wendy si sveglia, guarda il cucciolo, guarda i genitori, poi si stropiccia gli occhi ed esclama incredula:

«Peter Pan, sei tu! E io che credevo di sognare!»

Rosalia Mariani

 

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