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Figli in età diverse, come comportarsi

Bambini piccoli, problemi piccoli; bambini grandi, problemi grandi. Questo è un detto che da sempre ho sentito, da mia madre, da mia nonna, dalle donne della mia vita. Non ci credevo fino a quando non ho avuto una figlia e poi i miei figli ereditati, ma soprattutto fino a quando i miei figli non sono cresciuti e posso quindi confermare che questo detto è vero: figli in età diverse, come comportarsi.

Mi spiego meglio. Quando i bambini sono piccoli, in particolare se si è alle prime esperienze con i figli, ogni più piccolo problema ci sembra enorme, faticoso a volte impossibile da risolvere. Tuo figlio non mangia? Oddio! Morirà di fame. Non ha dormito? Aiuto cosa è successo?! I bisogni fisiologici non sono costanti? Pronto dottore!!! Non voglio sminuire le paure e le ansie di noi mamme di fronte a questi momenti di difficoltà, ma mi sento di dire che man mano andiamo avanti con l’età, ci rendiamo conto quello che man mano che i figli crescono, quelli che prima sembravano problemi difficili da risolvere, con l’esperienza e l’età ci rendiamo conto che invece erano problemi facilmente risolvibili senza grandi attacchi di panico da parte nostra.

Io stessa ci sono passata. Sono riuscita a chiamare il pediatra tre volte di fila perché non mia figlia di cinque mesi piagnucolava e non capivo il perché. Ho passato notti insonni perché non aveva finito il biberon di latte e pensavo che sarebbe morta per mancanza di cibo. Con il senno di poi, ma soprattutto con i problemi di poi, mi sono resa conto che avrei potuto affrontare queste cose con meno angoscia.

Come ho detto posso quindi dichiararlo a voce alta: con i bambini piccoli i problemi sono piccoli, quando i figli sono grandi i problemi diventano grandi!

Mi sono chiesta il perché e questa è la mia risposta. Cresciamo i nostri figli con gli stessi metodi e le stesse modalità ma fin da subito ci rendiamo conto e tocchiamo con mano che da parte loro la risposta ai nostri insegnamenti e i loro comportamenti sono diversi gli uni dagli altri. Eppure ci diciamo: “Io sto facendo uguale, non mi comporto in modo diverso…” Questo dipende chiaramente dall’indole personale del singolo bambino. Ammettiamolo subito: in nostri figli non sono robot programmabili e hanno quindi diversi modalità di reazione di fronte alle cose. E noi dobbiamo tenerne conto.

Quando sono piccoli i nostri figli hanno problemi che noi oggettivamente e razionalmente possiamo vedere e cogliere. Il dormire, il mangiare, l’essere sereni sono infatti momenti che riusciamo a cogliere facilmente, ma soprattutto possiamo gestire con una certa facilità. Non dorme, pazienza per questa volta, la prossima notte crollerà dal sonno. Non ha mangiato? E va beh, farà un giorno di dieta. Non abbiamo bisogno di antenne particolari per accorgerci che qualcosa non va. Basta “vedere con gli occhi” cosa non funziona per poi gestire il problema.

Gruppo anatreI figli grandi invece non esprimono così apertamente i loro sentimenti. Passano anzi la fase dell’intolleranza verso i genitori, la terribile adolescenza, dove non raccontano, sfuggono, e rispetto a quando erano piccoli non vedono più nel genitore la figura di riferimento a cui rivolgersi quando hanno un problema. E questo cambiamento avviene in modo così repentino che noi genitori spesso ci troviamo impreparati di fronte ad esso.

Quindi il tutto diventa più difficile. A volte succede, come mi ha detto una mia amica, genitore di tre figli: “Al mattino tua figlia è in un modo. Quando torni a casa alla sera e trovi un’altra persona”.

Quale è quindi la soluzione in questo caso? Per quello che riguarda la mia esperienza ecco le due misure base da prendere:

  • imparare a contare fino a 1.000, non basta 100. Una nostra reazione improvvisa e soprattutto non ponderata con le conseguenze a questa età non funziona, anzi peggiora il problema anziché risolverlo.
  • imparare ad ascoltare con le antenne alzate, sempre. Le antenne ci aiutano a cogliere anche il minimo segnale che i ragazzi non esprimono. Ci indirizzano verso le situazioni problematiche e a capire se e quando intervenire.

E voi che ne pensate? Quale è la vostra esperienza? Se volete sono qui, parliamone e confrontiamoci.

Categorized: Mamma & bimbi
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La redazione

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