Skip to content

Figli di genitori diversi: una riflessione

Cosa succede quando i figli che abitano con noi provengono da genitori diversi? Quali meccanismi si formano? Quali regole si dettano?

Mi sto riferendo a figli che non sono nati internamente nella coppia e neanche ai figli che vengono adottati, i quali hanno tutta un’altra storia. Sto parlando dei figli che hanno genitori diversi ma uno dei quali si è risposato o è andato a convivere con un’altra persona.

E’ un po’ il mio caso: ho una figlia e sono separata e da dieci anni vivo insieme a un uomo che ha due figli e rimasto vedovo.

Quando abbiamo deciso di andare a vivere insieme ci siamo trovati quindi in cinque: un uomo, una donna e tre figli. Non siamo quindi genitori diretti dei figli che abitano con noi e questo fatto ha creato delle piccole differenze ma una molto grande.

Il fatto che non siamo genitori diretti dei nostri figli fa si che noi adulti abbiamo sempre dovuto tenere conto di questo aspetto.

Mia figlia ha un padre che vede regolarmente e quindi la figura del mio compagno non ha mai potuto essere quella di padre cercando di sostituire quella reale.

Lo stesso io: anche se la madre dei miei due figli ereditati, come li chiamo io, non c’è più, non per questo mi sono mai proposta a loro come madre.

Tutto questo sta a significare che con la convivenza noi adulti abbiamo ricreato un nuovo nucleo familiare che non è tenuto insieme da vincoli di sangue ma dalla volontà di due genitori che hanno deciso un nuovo percorso di vita, che per sua natura ha portato con sé delle conseguenze ai rispettivi figli.

Non esiste un manuale di istruzioni da consultare in questo casi. Non ci sono regole scritte a cui appellarsi su come fare, e anche la letteratura in merito e l’esperienza degli altri non è di grande aiuto. Considerando poi il fatto che noi abitiamo tutti insieme da ormai dieci anni, e gli esempi degli altri non sono mai stati numerosi.

Credo che quello che ci ha aiutato fin dall’inizio sono stati: il buon senso e il fatto di pensare sempre che avevamo a che fare con persone e le loro naturale sensibilità  e non con oggetti inanimati.

figli-genitori-diversi_1

Leggendo e informandomi ho capito che dopo un primo momento di crisi di adattamento, che può essere anche abbastanza lungo, si può arrivare a una fase di assestamento. La prima reazione da parte dei minori è quella di “incassare” la nuova situazione, fatto che non ha niente a che fare con l’accettazione. Anzi anche se superficialmente sembra che tutto fili per il meglio ci si deve aspettare dai ragazzi il momento del rifiuto.

A me è successo ma se devo essere sincero non mi modo così eclatante e forte. Ci sono stati dei momenti di scontro ma utilizzando un po’ di sensibilità, un’analisi più generale del problema e una certa forma di solidità nell’affrontare la situazione da parte di noi adulti, devo dire che questi momenti non sono mai sfociati in grandi forme di opposizione.

Ribadisco: siamo noi adulti che dobbiamo capire e intervenire con una buona dose di sensibilità, a volte contando fino a 1.000 anziché fino a 100, perché abbiamo a che fare con persone che esercitano una loro forma di sensibilità e capacità di adattamento a una nuova situazione.

Quindi ritengo che in questi casi il più grosso errore sia quello di pensare di diventare dei nuovi genitori.

Non ho ancora trovato la parola magica che possa riassumere questa nuova figura: amico mi sembra fuorviante, non siamo mai amici degli adolescenti soprattutto quando convivono con noi (e qui si apre un nuovo capitolo sugli adolescenti, che verrà affrontato), né siamo parenti di sangue (anche qui si aprirebbe un nuovo capitolo su questo tipo di legami), siamo delle figure adulte con cui i ragazzi si possono relazionare in modo sì profondo ma nello stesso tempo con un filo forte ma nello stesso tempo di linea debole.

Equilibrio non sempre facile che necessita quindi di grande accoglimento da parte degli adulti.

Daniela Pellegrini

Articoli correlati

La redazione

La redazione

La redazione di Chizzocute è come una famiglia, grande e animata, composta da donne e uomini uniti da ideali di vita sostenibile, che pongono le relazioni umane al centro delle proprie scelte, consapevoli che tutti noi “siamo frutto della nostra famiglia”.

All posts by La redazione