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I furbetti dei 2 minuti: causa delle difficoltà delle persone diversamente abili

Qualche giorno fa ero a Roma Termini e ho utilizzato uno dei bagni pubblici, ero in coda quando arriva una signora sui 40 anni con tanto di valigia, passa tutti e fa per infilarsi nel bagno diversamente abili.

Io la guardo e le chiedo: ‘Scusi, quello è il bagno per le persone diversamente abili’. Lei risponde: ‘si, ma io ho la valigia!’. Le ricordo che anche negli altri bagni può entrare con la valigia, siamo tutte in fila con la nostra e che non essendo diversamente abile lei non può usare quel bagno. Risponde che lei non sporca!!! Conversazione surreale! Alla fine mi arrabbio cosi tanto che con la coda tra le gambe si mette in coda. Poi guardo la signora alla quale ho pagato 0,70 centesimi per usare il bagno e le ricordo che dovrebbe evitare che succedano queste cose. Mi guarda come se fossi un’aliena!

Non sopporto più i furbetti dei 2 minuti, quelli che rendono difficile la vita nella società delle persone diversamente abili, quelli che parcheggiano dove non dovrebbero, mettono le quattro frecce e poi dicono: solo 2 minuti e torno! Come se non bastassero a complicare la vita le barriere architettoniche nelle città

 Non si può parcheggiare, sostare, scaricare su un parcheggio per diversamente abili, a meno che:

  1. Uno/a sia diversamente abile
  2. Si stia accompagnando un diversamente abile

È tanto difficile capirlo?

Più volte mi è anche successo che forze dell’ordine (vedi Carabinieri e Polizia) parcheggino nel posto riservato numerato di mia figlia Rebecca. La solita scusa: due minuti e ce ne andiamo! Sbagliato, non POTETE parcheggiare neanche voi, soprattutto voi!

Non riesco a capire cosa la gente non riesca a capire, non credo sia difficile: non avete diritto alcuno a meno che non siate diversamente abili. In questi casi quando sono con Rebecca le dico sempre: “vedi Reb, tu sei diversamente abile, colui/colei che ha parcheggiato o usa qualsiasi locale per diversamente abili, sai che cos’è? un HANDICAPPATO!”

Elena Muserra De Luca

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