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Gelosia, gelosia canaglia

Alzi la mano chi non si ritiene una persona gelosa e chi una volta nella vita non ha mai provato il sentimento della gelosia.

Alzi la mano chi non ha mai stalkerato ossessivamente la ex del proprio ragazzo oppure la sua “amica d’infanzia” o –ancora- la sua vicina di casa un po’ troppo bella per i vostri gusti.

Se avete le mani alzate, beh, complimenti vivissimi: siete persone fortunate.

Sì, perché il gene della gelosia è uno di quelli che avrei volentieri sostituito con quello –chessò– della quarta di reggiseno, per esempio.

Invece no, ancora una volta ho vinto alla lotteria genetica le peggiori caratteristiche sul mercato; ed ecco che, oltre a essere acida, nevrotica, facilmente irritabile, leggermente misantropa, bassa e scoordinata, sono pure gelosa da morire.

Essere gelosi è una tortura, una di quelle caratteristiche da psicopatiche che non si riesce a controllare; una di quelle cose che tu, davvero, vorresti essere ragionevole e comprensiva e non farti trascinare dal tuo lato malato… ma proprio non ci riesci.

Ed ecco che inizi a farti delle paranoie da copione se è ancora in buoni rapporti con la sua ex; ecco che, in men che non si dica, inizi a sapere vita, morte e miracoli di tutte le sue conoscenze sospette e che inizi a pensare che il miglior investigatore privato potrebbe chiederti qualche ripetizione.

Insomma, diciamolo, noi donne, se siamo gelose, iniziamo a essere anche mezze psicopatiche.

Però c’è da fare una precisazione: esistono due tipi di gelosia, la gelosia sana e quella insana.

Partendo da quest’ultima gli esempi più eclatanti si trovano sulle prime pagine dei giornali, sulla cronaca nera: uomini e donne reclusi in casa, maltrattati e addirittura uccisi per gelosia, gelosia che sfocia in possessione, in malattia. Questa, ovviamente, è tutto fuorché un sentimento sano e naturale: è pura follia.

Non si deve mai arrivare a pensare che il partner sia di nostra proprietà, che qualcuno possa appartenerci tanto da considerarlo nostro.

Ma non voglio spingermi in mari difficilmente navigabili, in notizie dolorose e poco piacevoli da leggere.

Io mi focalizzerei sulla gelosia sana, quella che conosciamo meglio e che –invece– ci fa anche un po’ sorridere. (sì, Deb, sorridere ‘na fava.)

E’ vero, ve lo concedo: essere gelosi è una fregatura perché fa rodere lo stomaco peggio di quando ti sfondi di tavolette di cioccolato in pre-mestruo. Ma che significato ha, in un rapporto, la gelosia?

A mio avviso, se il sentimento è contenuto, non riflette affatto sfiducia nel partner. Dico questo perché più di una volta mi sono sentita dire “se ti fidi di lui, non hai motivo di essere gelosa”. No.

No, perché la gelosia non è paura del tradimento, è fastidio e paura di perdere ciò che si ha.

Secondo me, più che sfiducia, è insicurezza e con quella, ragazze mie, dobbiamo farci i conti da sole.

Alla fine lui cosa ne può se abbiamo incontrato una caterva di disadattati sociali che ci hanno calpestato l’autostima? Cosa c’entra lui con gli sbagli che hanno commesso le scimmie urlatrici di cui eravamo cotte? Insomma, è vero che tutto nella vita ci segna, ed è giustissimo non dimenticarsi mai del passato e non provare a tutti i costi a cancellare i segni; ma è anche vero che non è giusto che gli altri paghino per errori mai commessi solo perché noi abbiamo delle cicatrici addosso.

Per cui, ancora una volta, il mio consiglio per contenere questo fastidioso sentimento è di rifletterlo su noi stessi, mettendoci nei panni altrui: se siete innamorate, vi importa qualcosa del figo di turno che vi sorride con sguardo ammaliante? No, al massimo lo guardate e pensate “apperò, che pezzo di manzo”, ma la cosa finisce lì, giusto?

Ecco, e se lui è innamorato di voi, che motivo avete di preoccuparvi?

(Però per sicurezza la sua ex continuate a stalkerarla ossessivamente, che non-si-sa-mai.)

Vuoi scoprire se interessi al tuo lui? Qui ti rivelo tutti i segreti per capire se piaci ad un uomo.

Alla prossima settimana,

Deborah

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