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Genitori 2.0: a che punto è arrivata l’evoluzione?

A volte ci guardiamo indietro un po’ spaesati, ma il cambiamento avrà veramente migliorato la genitorialità?

I nostri genitori ci guardano ancora un po’ storto, ma i tempi sono cambiati e noi con loro! La classiche frasi che s’aprono con “ai miei tempi…” rimangono ancora un must per la maggior parte dei nonni (oggi più giovani e più occupati…) che non riescono a comprendere perfettamente le scelte dei loro figli alle prese con la paternità o la maternità. Permane il dovere di elargire perle di saggezza e consigli attraverso le generazioni che si susseguono in una metamorfosi di contesti che sorregge l’evoluzione.

La storia ce lo insegna: non sono tanto gli strumenti che abbiamo a nostra disposizione che migliorano le nostre esperienze, quanto piuttosto il metodo che applichiamo all’utilizzo di tali strumenti

Classico esempio: siamo cresciuti senza cellulare (retrogrado, lo so), ma non siamo morti. Magari qualcuno si è perso e l’hanno trovato dopo una settimana perché aveva finito le 200 Lire e la scheda telefonica, ma magari ripensandoci ora si fa delle gran risate! Io stesso mi misi a seguire un pastore di pecore fino all’ovile convinto che i miei genitori avessero inteso, eppure quando tornai li trovai al telefono con i carabinieri, estremamente preoccupati…  Forse loro non se la ridono poi tanto ancora oggi. Oggi tuttavia è diverso. Sono cambiati i contesti ed io stesso in quanto genitore non saprei fino a che punto aspettare per regalare il primo telefonino a mia figlia. Certo, le insegnerei prima il rispetto per gli altri, a sapersi difendere, a guardarsi dall’uscire troppo tardi… ma basterebbe? La mia sicurezza sarebbe lei o il telefono che si porta dietro? Tanto al momento opportuno poi è scarico…

L’evoluzione dell’educazione: il cambiamento dalle basi, per un futuro migliore. Speriamo…

Sono cambiati i principi, i metodi (il mio è sempre stato un cucchiaio di legno più che d’argento, e meno male…) e gli ideali ci hanno guidato verso nuove teorie, sospinti dai nuovi studi che internet ci forniva. Abbiamo imparato a conoscere i materiali più idonei per un ciuccio, la provenienza del cotone biologico delle tutine, cibi sani o pericolosi ed abbiamo iniziato a depauperare gli alimenti di tutti gli ingredienti poiché potenzialmente nocivi per l’organismo fino a tornare a cucinare come facevano le nostre nonne. Abbiamo imparato a conoscere il significato della libertà di espressione fino ad arrivare all’utilizzo dei gruppi WhatsApp in cui noi genitori deridiamo pubblicamente gli altri... Vaglielo a spiegare ai tuoi figli quando cresceranno cosa significavano realmente le notifiche di lettura… Ma è pur vero che le comunicazioni arrivano in un lampo e che basta un click per lanciare una raccolti fondi a tutti i genitori della classe per poter permettere ai propri figli di avere qualcosa in più, che possa insegnargli di più.

I genitori 2.0 non sono però poi così male. La maternità e la paternità hanno assunto il loro pieno significato rendendosi consapevoli dei rispettivi ruoli, ascoltando le proprie necessità e dialogando tra loro nel reciproco interesse. Oggi la mamma può godersi la gravidanza, ed attorno ad esse ruota un mondo di attenzioni – e marketing, ovviamente – che le accompagnano passo dopo passo nella scoperta del proprio essere e del futuro divenire. La paternità è un’esperienza magnifica e non più un’incombenza di doveri, tutelata, protetta ed accolta assieme all’arrivo dei nostri splendidi figli.

Oggi siamo un po’ meno soli rispetto a qualche tempo fa. Per carità, mica di persone fisicamente vicine. Abbiamo più punti di riferimento, forse facciamo parte di una rete in cui magari siamo proprio noi quei punti di riferimento. Siamo noi stessi il cambiamento ed il contributo al prossimo step evolutivo del concetto di famiglia! Non dimentichiamo però che è il nostro passato ad aver gettato solide basi. Pin it! (Ops)

Silvano Campanale

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