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Giornata del lavoro agile

Lavoro agileOggi, 6 febbraio, è la Giornata del lavoro agile, un’iniziativa indetta dal Comune di Milano. Più tempo per sé, più qualità della vita, più produttività, meno stress e meno inquinamento. Con questi obiettivi il Comune di Milano lancia la Giornata del lavoro agile. Un esperimento del nuovo Piano territoriale degli orari per promuovere un’organizzazione del lavoro che segua le trasformazioni della città e, aggiungerei, dei moderni stili di vita dei lavoratori.

Il lavoro agile non richiede una postazione fissa in ufficio; consente di svolgere i propri compiti ovunque, da casa, dal bar, dal parco, dalla palestra o da una postazione in co-working. E’ una modalità che soddisfa chi lavora e rende le imprese più competitive.

Ridurre i tempi di spostamento per i lavoratori e ridurre la rigidità degli orari abbassa lo stress e aumenta i momenti da dedicare a se stessi: sulla città ciò induce una potenziale riduzione dei momenti di congestione del traffico e delle sostanze inquinanti dovute ai mezzi di trasporto.

Per maggiori informazioni potete visitare il sito del Comune di Milano.

Credo sia un’iniziativa lodevole, indipendentemente dall’ente cha la promuove, perché stimolare delle modalità di lavoro alternative consente, secondo me, ai lavoratori di trovare nuovi stimoli ed aumentare il proprio rendimento. Una persona felice è una persona motivata.

Se consideriamo che la maggior parte dei lavoratori oggi passa almeno 10-12 ore consecutive chiusi in scatole chiamate uffici, senza privacy e possibilità di concentrazione grazie ai moderni Open Space, riuscire ad avere una buona qualità di vita a livello lavorativo consentirebbe anche un miglioramento nella vita privata.

La gestione del proprio tempo e degli spazi è un lusso che molte Aziende sbandierano come sinonimo di modernità, ma poi ci si scontra con la dura realtà in un’Italia in cui, ad esempio, per le donne lavoratrici il part time o il telelavoro, nonostante le note agevolazioni fiscali per le aziende, sono tutt’oggi dei miraggi.

Come futura madre sono ovviamente molto sensibile all’argomento e mi preoccupa il fatto che purtroppo per molte donne l’arrivo di un figlio coincide con la fine della propria vita professionale. Altre, direi la maggior parte, non potendo rinunciare allo stipendio, sono costrette a delegare la cura dei propri bambini.

Il tasso di abbandono della vita professionale dopo la nascita del primo figlio in Italia è del 27% circa. Non sempre si tratta di una scelta soddisfacente. Molte mamme vorrebbero continuare a contribuire al bilancio famigliare, soprattutto in un momento di forte crisi economica come questo, senza per questo dover rinunciare ad accudire il proprio bambino.

Ma conciliare lavoro e famiglia sarebbe possibile, grazie anche alle numerose risorse che Internet nell’era digitale ci offre.

D’altronde se possiamo lavorare comodamente da casa quando siamo malati, o in spiaggia quando siamo in ferie, riusciremmo sicuramente a gestire part time e telelavoro con ottimi risultati.

Se volete condividere la vostra esperienza lavorativa vi aspetto nei commenti del blog o sui miei canali Socialfacebook.com/chizzocute – twitter.com/chizzocute.

Buona giornata del lavoro agile!

Chizzo

 

Categorized: Mamma & bimbi
La Chizzo

La Chizzo

Un caban in cashmere avvolgente e un paio di jeans veloci, un filo di Chanel peonia sulle labbra e Hunter colorati ai piedi.
Sono io, Barbara: una vita a colori e un mix and match di contrasti ai quali non saprei rinunciare!
Un lavoro nel mondo frenetico del digital, fatto di strette di mano e vita mondana, e una casa immersa nella natura e nella pace da condividere con le persone che amo, la mia famiglia. Qui troverai maggiori informazioni su di me

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