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Oggi è la giornata mondiale del sonno: chiedete a noi mamme!

Un pochino viene da sorridere, dobbiamo ammetterlo.

Il tema è fantastico, la causa nobile, ma noi MammeGemelle con il “sonno”, ormai abbiamo poco da spartire.
Oggi, 18 marzo, è la giornata mondiale del sonno, un evento annuale sponsorizzato dalla World Association of Sleep Medicine (Associazione mondiale della medicina del sonno).

Tale manifestazione nasce dalla volontà di diffondere ed aumentare la consapevolezza dei disturbi del sonno ed evidenziare il peso che questi possono avere nella vita sociale degli individui.
Mentre scrivo mi domando perché mai non abbiano scelto di intervistare noi, qualche mamma e soprattutto qualche mamma gemella nel mondo.
Credo che, a parte qualche rara botta di fortuna qui e là, le ore da destinare al sonno (e specialmente la loro qualità) del 90% delle donne (e degli uomini, diciamolo!) cambino notevolmente una volta diventati genitori.

Penso di poter parlare tranquillamente a nome di tutte e tre (e di tante altre amiche) se mi permetto di dire che, nel nostro caso, le motivazioni che ci impediscono un buon sonno ristoratore hanno un nome e un cognome, si aggirano tra gli zero mesi e i 4 anni, tra i 40 e i 100 cm di lunghezza.

Insomma, state certe, che se non fossi figlie munita la qualità del mio sonno sarebbe da 10 e lode.

Posso testimoniarlo, perché ogni qual volta che le mie bimbe vanno a dormire dalla nonna, riesco serenamente a dormire dalle 10 alle 14 ore filate, ignorando persino la presenza inquietante del gatto sul mio cuscino che aspetta le apra la scatoletta di pappa quotidiana.

cosleeping

Scherzi a parte le ragioni che muovono l’associazione in questione e la promozione di una giornata sul sonno sono serie e non vogliamo scherzarci su.
Per nostra fortuna nessuna di noi soffre di disturbi gravi o particolari, ci servirebbe solo una notte filata di sonno senza incursioni nel lettone, questo sì.

Riprendendo quelli che all’unanimità, secondo gli esperti del settore, sono gli elementi di base in grado di determinare un buon sonno, noi non possiamo fare altro che metterci l’animo in pace e accettare di essere invecchiate di almeno
5/6 anni da quando siamo mamme.

Medici e specialisti, infatti, dicono che una buona qualità del sonno dipenda fondamentalmente da questi tre punti essenziali:

  1. La durata del sonno, variabile di individuo in individuo, che dovrebbe comunque consentire all’individuo il recupero delle energie sia fisiche che psichiche. (MammeGemelle: ecco, lo sapevamo. Niente da fare. Ci svegliamo decomposte, più stanche rispetto alla sera prima e non siamo affatto in grado di garantire un buon livello di energie, soprattutto psichiche).
  2. Cicli del sonno stabili, cioè senza interruzioni o disturbi di varia natura. (MammeGemelle (risata). What is senza interruzioni? Di che cosa stiamo parlando? Volete dire una nottata filata senza alzarci almeno 4 volte per notte? Senza trovarci in un letto matrimoniale minuscolo a giocare a tetris per dormirci in 4? Senza svegliarci accartocciate e incastrate tra i loro lettini pur di arginarle nella loro stanza?)
  3. Profondità del riposo, un sonno profondo viene definito tale quando in sostanza riesce ad essere davvero corroborante e a rinfrescare le energie. (MammeGemelle: di corroborante il nostro sonno non ha nulla, da mesi, anni. Torniamo alla risposta numero 1)

lettone famiglie numerose

 

L’Associazione Mondiale della Medicina del Sonno ha redatto un vero e proprio decalogo di buone norme che mirano a mantenere o ripristinare un naturale, rinfrescante e sano sonno profondo: la temperatura (in 4 + 1 gatto in un loculo
le temperature salgono notevolmente), il rumore (pianti, urla, grida nella notte e nell’oscurità, alitosi sul naso nelle notti più travagliate post pesto, la luce più o meno intensa (avrei tanto da dire sulla lucina di cortesia perennemente accesa), la comodità dei materassi (in 4 anche un king size risulterebbe scomodo e noi del king size non abbiamo nemmeno una foto), che possono modificare alterare e impedire il rilassamento, e svolgere quindi un ruolo significativo nella incapacità individuale di raggiungere il benessere correlato al riposo.

Così, se lo slogan scelto per la manifestazione del 2016 è ” Il buon sonno è un sogno raggiungibile”, noi, che siamo assolutamente d’accordo, aggiungiamo:
Certo, tra 18/20 anni circa!

Francesca Guatteri

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