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Giornata nazionale della lettura: “On Writing” (Stephen King), da leggere per scrivere

Il 24 marzo è la giornata nazionale di promozione per la lettura,

e mi è sembrata l’occasione giusta per parlare di un libro non recente ma molto importante per me, perché è un testo che racconta i libri di uno dei miei autori preferiti “dal di dentro”: si tratta di On Writing, e il suo autore è il solo e unico Re della letteratura contemporanea, Stephen King.

On Writing è un libro che, perlomeno nella sua versione italiana, è alla sua seconda vita: dopo la classica edizione Sperling & Kupfer, la cui ultima ristampa risale al 2010, è stato riedito da Frassinelli a novembre del 2015, con una traduzione nuova di zecca a cura di Giovanni Arduino.

On Writing è un libro che merita di essere letto, e sarebbe riduttivo consigliarlo solo ai più sfegatati amanti di Stephen King. Innanzitutto, come recita il sottotitolo, è l’autobiografia di un mestiere: il suo autore si mette a nudo, senza remore, raccontando la sua vita in parallelo ai libri che ha scritto. Scopriamo così che, per esempio, Carrie è stato concepito e scritto all’interno di una roulotte, su una vecchia macchina da scrivere con qualche tasto non funzionante, o che Shining è il racconto di una dipendenza da alcool e cocaina: con questa consapevolezza, i contorni dell’Overlook Hotel diventano, se possibile, ancora più inquietanti.

Giornata nazionale promozione alla lettura

 

Ma il motivo fondamentale per leggere questo libro è secondo me un altro:

la prospettiva unica che ci porta a vedere come la letteratura e il raccontare storie possano intrecciarsi in maniera inestricabile con ciò che siamo, ciò che sogniamo, il nostro modo di concepire l’esistenza, fino a modificarla davvero.

Questo libro è una dichiarazione d’amore per gli scrittori che ci hanno fatto compagnia e ci hanno ispirati, indicandoci nuove strade da percorrere per scrivere e per vivere. È la storia di un ragazzino solo nella sua camera a cui non importa né della solitudine né della relativa povertà, perché ha davanti a sé un mondo di potenzialità infinite che si spalanca. È la storia di un insegnante precario che ogni sera, finito di correggere i compiti, scavalca i confini e si spinge a immaginare cose diverse, a tratti paurose, inquietanti, forse improbabili, ma, perché no, possibili.

All’interno di questo libro troviamo anche tante indicazioni pratiche per costruire quella cassetta degli attrezzi che è strumento indispensabile per tutti coloro che hanno provato, prima o poi nella vita, l’impulso di mettersi lì e raccontare qualcosa.

Lo consiglio soprattutto a chi vorrebbe scrivere, ma non ci ha mai provato, a chi pensa che non ne valga la pena, a chi si sente imbarazzato solo all’idea di provarci.

scrivere un libro

Quello che Stephen King ci racconta, partendo da sé, è invece proprio il contrario: leggere, scrivere, raccontare, sono impulsi profondamente radicati nell’essere umano: assecondare quella parte di noi che ha fame e sete di storie, e farlo nel modo che ci è più congeniale, è un diritto e un dovere.

Che, in alcuni casi, può davvero cambiare il corso della propria vita: anche se ahimè non tutti possiamo essere sua maestà Stephen King!

Buona lettura e scrittura, miei prodi!

XXX

Equilibrista B.

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