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Gli occhi di un padre

Ci fermiamo a guardare i nostri figli da lontano, osservando i loro comportamenti, le loro reazioni e, a volte, incrociamo i loro occhi che ci regalano istanti di tenero affetto…

Ieri sera eravamo in piscina,  la piccola  in vasca e noi sugli spalti ad osservare la lezione. Ovviamente prima c’era stata tutta la trafila di raccomandazioni, ma sommariamente le cose andavano bene. Io, che di solito non ci sono alle lezioni, appoggiato al mio muretto, mi sono messo in posizione di vedetta per riuscire ad osservare bene tutto, per poter avere una visione limpida del comportamento di mia figlia.

Si dice che gli occhi siano lo specchio dell’anima e credo che, a volte, quando un padre guarda il proprio figlio si possa capire molto di entrambi e del loro rapporto. Puoi accorgerti di uno sguardo scostante che cela insicurezza e timore di deludere il proprio padre o la felicità di averlo appagato. Puoi scoprire le preoccupazioni che appesantiscono l’arcata paterna, la richiesta di serietà e di buona condotta che si leggono sugli occhi immobili e severi o la serenità di uno sguardo tranquillo.

Un padre osserva costantemente i propri figli e, nonostante parecchie distrazioni, cerca proprio quell’attimo in cui lo sguardo del proprio figlio si incrocerà con il suo. Quando sono nati i nostri figli non potevamo smettere di osservarli e ci siamo ripromessi di non dimenticare quegli sguardi che entravano così prepotentemente nella nostra vita, semplicemente perché ne avevamo bisogno e tutt’ora ci sforziamo di ricordare le sensazioni che allora provavamo.

Gli occhi di un padre devono essere posati sui propri figli

Quando mia figlia guarda la televisione c’è poco che la possa distrarre. Cerco di incrociare il suo sguardo per attirare la sua attenzione, ma lei lo scansa prontamente senza perdersi nemmeno un secondo di programma. Abbiamo mai pensato a quante cose si interpongono tra noi e loro? Quante cose ci impediscono di essere l’oggetto dei loro sguardi? Come noi abbiamo bisogno di essere guardati, anche loro ne sentono la necessità! Fa parte di quel processo cognitivo che permette ai nostri figli di percepire e comprendere il significato della sicurezza e dell’affetto.

Non sempre tutto ciò è semplice. Quando accade qualcosa che influisce sul nostro stato d’animo il nostro sguardo muta assieme ad esso, anche sino ad una totale assenza. Nascondiamo noi stessi dietro un velo di malinconia che impedisce ai nostri figli di riuscire ad attraversare la nostra mente per giungere al nostro cuore. Capiscono che qualcosa non va, che qualcosa ci turba e allora sono loro che cercano di essere la nostra guida per risollevarci e portarci al sicuro. Quante volte i loro occhi sono stati la nostra àncora di salvezza! 

Magari ci scoraggiamo quando li perdiamo di vista durante l’adolescenza e non ci accorgiamo che sono loro che stanno imparando a conoscere il nostro sguardo, che difficilmente riesce a nascondere i nostri timori, la nostra rabbia, il nostro affetto incomprensibile… Ma non sarà per sempre, alla fine torneranno a lasciare che gli sguardi si incrocino e che silenziosamente tornino a conoscersi come facevano quando li osservavamo dagli spalti di una piscina, vigili e presenti, lasciando trasparire la necessità che gli occhi di un padre hanno d’essere incrociati.

Silvano Campanale

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