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Grattacieli: la Shanghai Tower e la sfida della sostenibilità.

La Shanghai Tower  sorge a Luijazui, nel cuore del distretto finanziario e commerciale di Pudong, a Shanghai in Cina, la città più popolosa del pianeta e rappresenta pienamente l’emergente potenza economica del Paese.

Questa costruzione, curata dagli architetti della società Gensler è iniziata nel novembre 2008 e si è conclusa nell’estate 2015, per un investimento totale pari a 2,4 miliardi di dollari. L’opera vanta una serie di record:

  1. con i suoi 632 metri di altezza per 128 piani, è il grattacielo più alto della Cina e il secondo a livello mondiale (superato solo dal Burj Khalifa di Dubai)
  2. contiene al suo interno l’ascensore più veloce del mondo, in grado di viaggiare a circa 66 chilometri all’ora, cioè 18 metri al secondo.
  3. per gettare lo spesso strato di cemento armato delle fondamenta, sufficiente a contrastare le eventuali sollecitazioni sismiche, ci sono voluti 3 giorni di lavoro continuativo (il tempo più lungo mai registrato). 

Si configura come una città verticale, copre una superficie complessiva di 574.000 mq,  e può ospitare fino a 20.000 persone al giorno. Al suo interno: uffici, hotel a cinque stelle con strutture di supporto, negozi al dettaglio, zone ricreative, un nuovo centro commerciale, un centro culturale e una sala per ricevimenti in sommità alla struttura.

La torre ha ottenuto le certificazioni LEED Gold e China Green Building Three Star system, dal punto di vista tecnologico e progettuale è molto interessante.

Il design della Shanghai Tower è caratterizzato da una forma asimmetrica, un profilo affusolato e da spigoli arrotondati. Risponde efficientemente ai carichi del vento, grazie alla torsione del corpo dell’edificio e a numerosi accorgimenti innovativi, che hanno determinato una struttura più leggera, consentendo un risparmio di acciaio strutturale del 20% e una riduzione dei costi di costruzione di 58 milioni di dollari.

E’ il primo edifico, di simili altezze, ad applicare come rivestimento esterno un doppio involucro continuo, costituito da oltre 20.000 lastre in vetro rinforzato con più di 7.000 forme differenti. La doppia pelle trasparente dell’edificio permette l’illuminazione naturale degli ambienti interni, costituisce un’intercapedine termoisolante che riduce i costi di illuminazione, riscaldamento e raffrescamento, infine  incorpora al suo interno una serie di skygardens indispensabili per mantenere sotto controllo il microclima interno. Queste aree verdi verticali, occupano un terzo della superficie del sito, migliorano la qualità dell’aria e rappresentano per gli utenti una percezione totalmente nuova del vivere la socialità all’interno del grattacielo.

Il progetto adotta 43 strategie sostenibili che, consentendo una diminuzione dei consumi pari al 21%, hanno favorito l’ottenimento della certificazione LEED Gold. Per esempio, ove possibile, sono stati utilizzati materiali da costruzione con un elevato contenuto di riciclato, la particolare forma del parapetto esterno incanala le acque piovane in appositi serbatoi per il successivo riutilizzo negli impianti di riscaldamento e raffrescamento, sono state utilizzate una serie di turbine eoliche, un sistema di cogenerazione, impianti geotermici per il riscaldamento e l’aria condizionata.

Questo gioiello tecnologico, frutto di una progettazione accorta e sensibile alle problematiche ambientali, contrasta fortemente con le immagini delle ferite inflitte alla natura in questo grande Paese, come maestralmente documentato dal fotografo Kevin Frayer, al 59° World Press Photo Contest.

Shanghai Tower kevin frayer

Valeria Masera

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