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Guida galattica per improbabili genitori: leggere attentamente le istruzioni prima dell’uso.

Un figlio non è questione di biologica fisiologia. Non in tutti i casi per lo meno: ecco una guida per genitori… molto improbabile.

Ho sempre pensato che non sia la possibilità che il nostro corpo ci offre a darci l’onere e l’onore di mettere al mondo una creatura così meravigliosa, poiché credo sia tremendo anche solo pensare che la natura possa, di per sé, donare e privare due esseri umani di una tale possibilità su una base puramente fisica. Tuttavia è altresì vero che non può essere solo un ideale che può permetterci di procedere per vie misteriose con lo scopo di arrivare a vedere una creatura entrare a far parte della nostra vita con metodi unconventional.

Sto frequentando con mia moglie un corso propedeutico alla presentazione di una eventuale disponibilità all’adozione e di cose ne abbiamo scoperte tantissime, roba che uno non si immaginerebbe mai, ma mica in negativo – non solo per lo meno; ricordo che quando ero piccino riuscivo a passare da un desiderio ad un altro attraversando, nel giro di un metro, una sorta di circolo emozionale che partiva dall’eccitamento dell’immaginare quell’oggetto già a casa, passava dalla frenesia della petulanza del “me lo compri papà” e finiva con quella devastante amarezza nel lasciarsi alle spalle cotanta perfezione di plastica. I drammi della giovinezza…

Il mio carattere è cambiato poco e anche al primo incontro sull’adozione sembravo un bambino che sognava già un altro figlio arrivato da chissà dove; ma, si sa, la formazione è tale perché ti porterà a scoprire qualcosa di nuovo ed inatteso, di speciale e che ti servirà forse a tutt’altro da quello per cui oggettivamente è stato proposto.

A volte crediamo che i nostri figli siano perfetti per noi e noi per loro, poichè ci siamo impegnati nel non far mancare quell’affetto che abbiamo dimostrato con tutte le nostre forze convincendoci che siano piccole persone rispondenti più o meno bene agli stimoli loro proposti, fino alla prima omissis, in cui scopriamo magari di conoscere solo quella parte infantile e pura che verso l’adolescenza sfiorisce mostrando tutte le debolezze dei nostri insegnamenti. La biologia c’entra poco a nulla.

Si dice che la vera saggezza stia nel saper riconoscere la propria ignoranza, senza fermarsi a guardare le proprie mancanze, ma partendo da esse per risolvere dubbi ed incertezze più che leciti, soprattutto quando arrivano dei figli; un padre adottivo ha riferito che un aspetto dell’iter che ha particolarmente apprezzato era relativo alla “gestazione” equiparata tra lui e la moglie, in cui entrambi hanno avuto modo di crescere contemporaneamente come singoli e come coppia, arrivando ad una piena coscienza del loro desiderio di allargare la famiglia secondo quel tipo di processo.

Non temiate eccessivamente la paternità e la maternità, in qualunque forma possano arrivare, ma siate coscienti del beneficio che vi potrebbe essere concesso, sfruttando ogni buona occasione per illuminare qualche piccolo angolo nascosto delle vostre incertezze e dei vostri desideri.

Ricordate? Verso l’infinito e oltre.

 

Silvano Campanale

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