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Il cesto dei tesori di Andrea

cesto dei tesoriTra i miei ricordi più belli legati alla mia infanzia ci sono le ore passate a riordinare la scatola dei bottoni di nonna Vittoria, organizzarli in gruppetti di colore, forma o grandezza identica. Quando ci ripenso mi intenerisce il fatto che nonna Vittoria, che ha cresciuto 5 nipoti e 2 bis nipoti (oltre ai suoi 2 figli), abbia applicato, probabilmente in maniera inconsapevole, i principi educativi Montessoriani.

Il bambino piccolo non ha bisogno dei moderni giochi che invadono le nostre case, egli trova nel volto della mamma, del papà, dei fratelli e sorelle così come nella propria casa o nelle strade del suo quartiere, tutti gli stimoli di cui ha bisogno nei primi mesi di vita.

Quando il bambino inizia ad afferrare e a manipolare gli oggetti, può essere utile fornirgli dei materiali adatti ad esercitare le sue nuove abilità, ecco quindi che nasce la cesta dei tesori, una tecnica ludica, sperimentata oltre trent’anni fa da Elinor Goldschmied, una psicopedagogista britannica e rivolto ai bambini di età compresa fra i 6 e i 10 mesi.

In questo periodo, infatti, il livello di maturazione neuro-muscolare consente al bambino di mantenersi in posizione seduta senza sbilanciarsi; è inoltre in questo periodo che si sviluppa e si affina la prensione manuale che consente di afferrare oggetti di piccole dimensioni. Sarà solo dai 12 mesi che, generalmente, il bambino potrà muoversi velocemente in autonomia anche camminando; in questo senso, essendo ancora limitata la possibilità di raggiungere materialmente i moltissimi oggetti che vede nell’ambiente intorno a sé, un’attività da svolgere seduto risulta efficace per appagare la sua curiosità verso gli oggetti.

Ai bambini, seduti di fronte al cesto, viene lasciata massima libertà di esplorare gli oggetti che preferiscono, gli oggetti vengono afferrati, toccati, passati da una mano all’altra e portati alla bocca; esaurita l’esplorazione di un certo oggetto, il bambino ne sceglierà un altro. Il ruolo dell’adulto in questo gioco è quello del mero osservatore, la sua presenza ha lo scopo di garantire serenità senza intervenire.

Durante il gioco col cesto dei tesori i bambini dimostrano una grande capacità di concentrazione, il gioco riesce a coinvolgerli per intervalli di tempo che, considerata l’età, sono sorprendenti.

Il cesto dei tesori consiste in un cesto di vimini o altro materiale naturale di circa 35 cm di diametro e circa 12 cm di altezza riempito con oggetti vari che hanno la caratteristica di essere “non strutturati”, sono cioè oggetti molto semplici fatti esclusivamente con materiali naturali: legno, metallo, gomma, carta, tessuto, pelle, pelo, cartone, corno ecc. Nella versione originale, sono banditi gli oggetti di plastica e qualunque oggetto di altro materiale sintetico, io però nel cesto di Andrea li ho inseriti.

Gli oggetti contenuti nel cesto devono offrire la massima varietà di stimoli ai cinque sensi:

  • al tatto attraverso la diversa consistenza, forma e peso degli oggetti
  • all’olfatto attraverso la varietà di odori dei materiali
  • al gusto, quest’ambito è più limitato ma i materiali offrono sapori diversi
  • all’udito attraverso i diversi rumori offerti dalla manipolazione degli oggetti
  • alla vista attraverso il colore, la forma, la lunghezza e la lucentezza degli oggetti

Molte amiche mi hanno chiesto cosa abbiamo inserito nel cesto di Andrea, ecco qui l’elenco, tenete conto che gli oggetti possono essere sostituiti con nuovi oggetti una volta che il bimbo dimostra di esserne stanco.

  • 1 bottiglia di plastica trasparente con dell’olio per il corpo color giallo e dei brillantini rosa
  • 1 bottiglia di plastica trasparente con poca acqua, dei cuoricini di tessuto e delle perline colorate
  • 1 bottiglia di plastica trasparente con della pastina, abbellita con dei nastrini
  • 1 spugna (quelle utilizzate per le pulizie domestiche)
  • 1 pezza di pelle tagliata a forma di stella sulla quale è stata disegnata una faccina
  • 1 libro di legno con i disegni degli animali (noi abbiamo acquistato un libro edito Hess bio 100%)
  • 1 libro di plastica con la storia del pesciolino rosso (abbiamo optato per un libro edito Franco Cosimo Panini) utilizzabile anche durante il bagnetto
  • 1 cucchiaio d’acciaio
  • 1 foglio di pluriball
  • 1 guanto da lavoro
  • 1 tappo biberon
  • 1 colino piccolo di plastica blu
  • 1 pezzetto di stoffa bianco
  • 1 spugna per l’igiene della persona con una cordicina con una ventosa
  • 1 panno asciugatutto in Bambù Martini Home
  • 2 piccole corde in tessuto di colori differenti in tonalità accese
  • 1 lucchetto
  • 1 panno microfibra
  • 1 pomolo di legno
  • 1 tubo di plastica trasparente nel quale abbiamo messo delle perline
  • 1 guanto per lavare l’auto
  • 2pz. composti da 4 anelli di legno x tenda tenuti insieme da 1 anello d’acciaio
  • 2 chiavi (abbiamo utilizzato quelle del lucchetto)
  • 1 catena di ferro
  • 1 catena di ferro ricoperta da plastica blu
  • del tessuto legato con un nastro
  • 1 maniglia di legno
  • 1 tubo d’acciaio

Tutte le bottiglie devono essere sigillate affinché il bimbo di 6 mesi che si appresta ad utilizzarle non le sviti, rischiano di ingurgitarne il tappo. anche il tubo di plastica va chiuso, noi abbiamo acquistato dei pratici tappini che abbiamo poi bloccato.

Millechiodi Pattex, con erogatore a pistola facile da utilizzare e dosare, si è rivelato un ottimo prodotto per la realizzazione del cesto dei tesori di Andrea.

Per questo post mi sono avvalsa della collaborazione di Adelaide.

Categorized: Montessori
Barbara Chizzolini

La Chizzo

Un caban in cashmere avvolgente e un paio di jeans veloci, un filo di Chanel peonia sulle labbra e Hunter colorati ai piedi.
Sono io, Barbara: una vita a colori e un mix and match di contrasti ai quali non saprei rinunciare!
Un lavoro nel mondo frenetico del digital, fatto di strette di mano e vita mondana, e una casa immersa nella natura e nella pace da condividere con le persone che amo, la mia famiglia. Qui troverai maggiori informazioni su di me

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