Da settembre le ore di luce iniziano a ridursi, ma è ancora un piacere trascorrere le serate all’esterno, magari cenando o chiacchierando in giardino o sul terrazzo di casa. Ecco che occorre pensare a come illuminare questi spazi, in modo che siano gradevoli  e vivibili anche dopo il tramonto.

Le luci esterne però, devono illuminare in modo confortevole solo le zone utili, senza abbagliare e senza “sprechi luminosi” nell’ambiente circostante. Nella loro progettazione è fondamentale, infatti, porsi il problema dell’inquinamento luminoso. Questo fenomeno avviene quando la luce emessa dai corpi illuminanti per esterni è rivolta verso l’alto e di conseguenza dispersa, provocando danni di vario tipo: ambientali (perdita di orientamento per gli animali, alterazione dei ritmi circadiani nell’uomo), culturali (sparizione del cielo stellato a causa della troppa luce rivolta verso il cielo) ed economici (spreco di energia elettrica per zone che non necessitano di illuminazione).

Le leggi regionali contro l’inquinamento luminoso vietano in generale flussi luminosi con componenti che superano i 90°. Per ovviare a questo problema, i corpi illuminanti devono essere dotati di opportuni sistemi di schermatura ed essere correttamente installati.

Riguardo la normativa sull’illuminazione urbana, e con particolare riferimento ai piani comunali della luce, attualmente non c’è un riferimento legislativo nazionale, ma ogni regione italiana ha le sue direttive che regolano la questione del controllo dell’inquinamento luminoso.

Riassumendo:

  • Le luci all’esterno non devono mai essere troppo intense,  illuminando a giorno lo spazio esterno, poiché questo comporterà una fastidiosa sensazione.
  • È importante disporre e orientare i punti luce in modo da creare una quantità d’illuminazione sufficiente, segnalando la presenza di gradini e dislivelli: non devono esserci zone buie né pericolose.
  • Per un’ottima riuscita, a seconda delle dimensioni delle aree da illuminare, occorrerà sia il progetto elettrico sia il progetto illuminotecnico (che si occupa degli aspetti di sicurezza, confort ed efficienza dell’illuminazione).

Esistono differenti tipologie d’illuminazione per esterni,  da scegliere in base al gusto e alle esigenze tecniche.  È possibile scegliere i pali esterni chiamati lampioni, ideali per aree ampie e spaziose: questi punti luce permettono un’illuminazione diffusa e possono essere puntati verso l’alto o verso il basso, o ambedue.

Utilizzando pali lampione più bassi, è possibile ottenere un differente effetto di illuminazione, creando un’atmosfera più raccolta e intima. In questo modo l’illuminazione diviene più netta, le luci e le ombre sono rese più nette e marcate, più definite.illuminazione-giardino illuminazione terrazzi

Esistono inoltre tipologie di luci che possono essere incassate nel terreno o nella pavimentazione: sono i segna passi, piccoli faretti che disposti a distanze prestabilite creano una piacevole e funzionale illuminazione per segnare percorsi e strade, gradini, ostacoli ecc.. Questi elementi  possono essere calpestati senza alcuna ripercussione: la luce che viene proiettata verso l’alto non abbaglia ed è in alcuni casi schermata da piastre metalliche retate.illuminazione esterna_Segna passi illuminazione-esterna-segna passi pavimentazione

Per completare l’illuminazione dello spazio esterno è inoltre possibile impiegare sculture, vasi e complementi d’arredo che al loro interno presentino sezione cava illuminata, con una doppia funzione: illuminante ed estetica.illuminazione esterni Illuminazione sterna_torrette punti luce

Tuttavia ci sono delle caratteristiche comuni per tutti gli apparecchi illuminanti per esterni. Ad esempio vanno usati prodotti progettati specificamente che siano in grado di resistere all’umidità, agli agenti atmosferici e agli sbalzi termici; si devono perciò prediligere prodotti realizzati con materiali a tenuta stagna ed anticorrosione.

Per valutare il grado di protezione degli impianti luminosi si ricorre alla Norma CEI 70-1  che descrive il grado di protezione dell’involucro (IP) . I primi due valori indicano: il grado di protezione contro il contatto di corpi solidi esterni  e contro l’accesso a parti pericolose (valori da 1 a 6)  e la seconda cifra ( valori da 1 a 8) protezione contro la penetrazione dei liquidi. Ad esempio un apparecchio IP65 sarà totalmente protetto contro la polvere (valore 6) e protetto contro i getti d’acqua (valore 5).
Esiste anche il grado di protezione IK che indica il grado di resistenza meccanica dell’involucro.

Tra gli altri aspetti da considerare c’è quello legato al risparmio energetico; si potrebbe optare per lampade a Led, per massimizzare l’efficienza oppure per lampade con sensori di prossimità che si accendono al passaggio della persona e dopo qualche minuto si spengono automaticamente.

Per sfruttare l’energia solare si possono scegliere anche lampade a celle solari che durante il giorno, attraverso piccoli pannelli fotovoltaici, accumulano energia, per poi trasmetterla durante la sera.

Non dimentichiamoci poi, che l’illuminazione degli esterni assolve anche  una funzione di sicurezza, soprattutto se combinata ad un efficace sistema di antintrusione.

Le luci outdoor  esprimono l’estro di chi ha progettato gli spazi esterni  e il gusto di chi lo vive quotidianamente. Infatti, scegliere l’illuminazione comporta esperienza e un lavoro scrupoloso.

Arch. Valeria Masera

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