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L’insegnante di sostegno: cosa fa, che ruolo ricopre e chi è.

Quando ho cominciato a lavorare nelle scuole con i ragazzi speciali, più di 10 anni fa, mi capitava di parlare con persone che non sapessero chi fosse l’insegnante di sostegno.

Eppure questa figura esiste dal 1977 e dovrebbe avere un ruolo fondamentale nella vita scolastica degli alunni con disabilità.

Ma chi è l’insegnante di sostegno? Cosa fa e che ruolo svolge per l’alunno?

Il lavoro dell’insegnante di sostegno è fondamentale affinché ogni alunno con bisogni speciali possa avere un percorso scolastico specifico che valorizzi le sue capacità e che gli permetta di integrarsi appieno in classe. Deve quindi essere, prima di tutto, uno specialista formato specificatamente per ricoprire questo ruolo,  ma spesso non è affatto così.

Spesso chi viene assegnato ad un ragazzo con disabilità non ha alcuna formazione specifica in merito, ma semplicemente viene relegato arbitrariamente a questo ruolo.Come diventare insegnante sostegno

Pare però che le cose siano in procinto di cambiare grazie alla nuova riforma della “buona scuola” e in particolare, grazie alla proposta di alcuni onorevoli che si sono impegnati a richiedere che l’insegnante di sostegno diventi una figura specifica con una preparazione mirata e specializzata nelle singole disabilità. Si propone, quindi, di arrivare ad avere un vero e proprio specialista nel campo e non più un insegnante con una preparazione generalizzata, ma non specifica.

Una delle cose più importanti tra quelle proposte è anche la continuità didattica per l’intero ciclo scolastico che è un aspetto fondamentale nel percorso scolastico di ogni alunno con disabilità.

Spesso infatti capita che l’insegnante di sostegno cambi di anno in anno, o anche nel corso dell’anno, costringendo così i ragazzi a ricominciare un percorso magari ben avviato con una diversa figura.

Chiaramente in una situazione del genere, il primo danneggiato è il ragazzo che magari nell’insegnate di sostegno vede un punto di riferimento fondamentale, ma a risentirne è spesso anche la classe stessa che perde un docente con cui magari aveva avviato un percorso di inclusione.

Negli anni passati a lavorare fianco a fianco con questi insegnanti mi è capitato di tutto.. ho lavorato con insegnanti meravigliosi, preparati e assolutamente in gamba.. persone che svolgevano questo lavoro con passione, che avevano a cuore la persona prima dell’alunno e in grado di integrare le esigenze scolastiche alle capacità del ragazzo.. insegnanti, insomma, capaci di valorizzare le abilità di ogni alunno e rendere prezioso il lavoro svolto.Insegnante Sostegno

Purtroppo però mi sono capitati anche insegnanti incapaci di ricoprire questo ruolo, che considerano questo lavoro soltanto un modo di fare punteggio per le graduatorie o, peggio ancora, un modo come un altro per arrivare alla pensione.

Mi sono capitati insegnanti che trovandosi a lavorare con alunni con DSA, sostenessero che questo tipo di disturbi non fossero altro che un modo come un altro inventato dagli specialisti per dare una scusa ad alunni svogliati.

E ancora, insegnanti di sostegno assegnati ad alunni ipoacusici che pretendevano che l’alunno scrivesse sotto dettatura come tutti i suoi compagni perché “..Tanto hai l’impianto e senti come gli altri”.

Ecco, è alle famiglie di questi ragazzi che voglio rivolgere un pensiero… l’insegnante di sostegno è un diritto che i vostri figli hanno ed è un loro diritto avere un INSEGNANTE al proprio fianco che sia in grado di valorizzare ogni piccola o grande capacità. Avete il diritto di pretendere che il percorso scolastico di vostro figlio sia sostenuto adeguatamente.. e dovete pretenderlo, anche a costo di pensare, a volte, che stiate sbattendo la testa contro un muro.

Fare l’insegnante di sostegno non è una missione di vita, nessuno si aspetta che siano “votati al martirio”, ma potete e dovete pretendere che svolgano il proprio lavoro in modo adeguato. I nostri ragazzi speciali sono tali perché dotati di capacità diverse, che li rendono una ricchezza preziosa all’interno della classe. Ma per poter essere una risorsa, devono essere adeguatamente accompagnati nel loro percorso scolastico.

E a voi insegnanti di sostegno, che ancora pensate che siano i ragazzi a doversi adattare a voi e non il contrario, dedico il pensiero di un genio che, nel proprio percorso scolastico fu invece giudicato uno stupido che non avrebbe mai combinato nulla di buono nella vita: Einstein.

Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido.

Non siate coloro che obbligano il pesce ad arrampicarsi sull’albero.

Un sito o meglio più siti, creati appositamente per facilitare l’apprendimento scolastico, molto semplice e intuitivo, è “Rino Scienziato amico“, suddiviso in 5 diversi moduli, chiamati unità: i Viventi, le Piante, gli Animali, la Materia, il Corpo Umano. Aiuta i bambini della primaria a imparare le materie divertendosi.

Arianna Ghirimoldi

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