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Intimità di coppia e figli: le difficoltà di quando si diventa genitori

Del sesso si parla spesso. Sesso tra innamorati, sesso tra amanti, sesso tra amici, sesso.

Ma del sesso tra due genitori, due che hanno a che fare con pannolini da cambiare, primi bagnetti, poppate o camminate a gattoni, se ne parla pochissimo. Forse ancor meno di quanto se ne fa. Perché essere mamma e papà e provare a far l’amore é un’impresa più ardua della posizione seicentododici del kamasutra.

Ti avvicini dopo un’estenuante giornata. Lui che ha lavorato dodici ore in fabbrica, tu che hai allattato ottantasette volte in quindici ore, hai cambiato sedici pannolini e cantato tredici ninna nanna. Ti avvicini comunque con la voglia di stare insieme, di darti un bacio, un abbraccio, una carezza. Di sentirti donna, di farlo sentire uomo. Ed ecco che la creatura, che fino ad un attimo prima sembrava svenuta tra le braccia di Morfeo, si ricorda che è l’ora di: fare cacca, mangiare, piangere e rigurgitarti tre litri di latte proprio sul pigiama nuovo. Quello che hai comprato la mattina dello stesso giorno. Quello di seta un po’ vedo non vedo, quello che ti aiutava a sentirti nuovamente oggetto di piacere e non solo utero ambulante.

Lui, paziente, decide di aspettarti. Nel frattempo accende la TV, si guarda il Maurizio Costanzo show e a seguire i bellissimi di rete quattro. Legge un passo della Bibbia, approfitta per una rinfrescata all’alito e poi resta lì. Quanto tu torni a letto è ancora così tanta la voglia, che sembra aver smesso un attimo fa. Allora lui si avvicina ancora. Infila la mano dentro al pigiama di seta. Ti odora i capelli ed anche la spalla. Che sa di latte, ma a lui piace così. Inizi allora a muoverti, nel ricordo della femmina che sei e del maschio che è ed ecco che la creatura attacca con la bizza più potente. Quella che sa di colica, di fame, di sete, di sonno, o di semplice ho voglia di rompervi i coglioni. Ma tu non demordi e lui neppure. Cambi il body alla creatura, massaggi il pancino a calmare la colica e canti la canzone più dolce.

Lui nel frattempo già ti immagina tornare e ricorda la mano che era stata proprio lì. A sfiorar quel punto vita che tanto ti fa sorridere e sobbalzare. Il piccino si riaddormenta. Ed ecco che tiri fuori la pantera che è in te, o quanto meno ciò che ne è rimasto. Ti avvicini al bordo del letto con fare felino e lo baci con passione. Nemmeno il tempo ti tirar fuori mezzo cm di lingua che ecco che la creatura si fa’ risentire col più incazzato dei pianti. Allora ti alzi. Guardi l’orologio e ti accorgi che sono le tre di notte. Lui ci prova a tenere ancora l’ occhio aperto, ma si ricorda che dopo due ore suonerà la sveglia ed allora lo sai che? Sarà per domani. Ecco. Io lo capisco. E lo capisco bene. Però provateci davvero a tenere gli occhi aperti. E provateci davvero, voi donne, a rientrare nel letto profumate e col pigiama di seta e con la voglia di stupirlo di baci. Ché se riuscite a fare all’amore, anche dopo il terzo risveglio della creatura, avete vinto. E non solo per quella notte.

Sara Gazzini

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