La Linea Gustav è un percorso risalente alla Seconda Guerra Mondiale, che porta da Ortona al Golfo di Gaeta, estendendosi dalla foce del Garigliano alla foce del fiume Sangro.

Nel 1943 l’armata anglo americana sbarca in Sicilia agli ordini del Generale Patton. Gli alleati impiegano circa cinque mesi per risalire la penisola, dividendosi in due rami. L’armata americana si trovava sulla dorsale tirrenica e quella britannica sulla dorsale adriatica.
Il comando delle truppe tedesche in Italia era affidato al generale Kesserling. Fu lui il primo a rendersi conto che la nostra penisola offriva un certo vantaggio nella difesa di un territorio che per i nazisti era particolarmente prezioso. Aspre montagne, valli impenetrabili, fiumi e una rete stradale disastrata a causa dei bombardamenti erano il luogo perfetto per organizzare la difesa. Il punto più stretto della penisola italiana, lungo una linea immaginaria che fu chiamata “Linea Gustav“.

Ogni anno un piccolo gruppo di intrepidi cavalieri si inerpica lungo questa strada, onorando la bellezza di questa zona e  di tutti i soldati che qui hanno perso la vita. È un modo diverso per esplorare l’Italia, guardandola attraverso le orecchie di un cavallo.

Fernando L’Arco, proprietario del ranch “Crete Gialle” in provincia di Frosinone, nonchè guida federale FITETREC ANTE, ha iniziato ad accarezzare l’idea di quest’avventura molti anni orsono.  Questo istruttore della Scuola Italiana di Horseman, nata da Marco Vignali nel 2008, diffonde da sempre il concetto di “natural horsemanship” (equitazione naturale), tentando di insegnare il rispetto per il cavallo ai suoi allievi, ma anche a tanti suoi colleghi. Innamorato dell’Italia e della sua storia, Fernando si emoziona nel pensare ai tanti soldati che hanno perso la vita lungo la Linea Gustav.

“Appena sessant’anni fa, tanti giovani, anche ragazzi soltanto di sedici anni, con pochi viveri, attrezzature limitate, feriti e sofferenti, hanno combattuto per mesi su quelle montagne per assicurarci un futuro di pace, di giusto governo e di amore tra i popoli. Molti di loro non sono più tornati a casa. Tutto questo lo hanno fatto per noi. Io mi sono ripromesso di non dimenticare.”

 

Italia a cavallo la Linea Gustav

Il Progetto Gustav

Fu così che nel 2014, insieme a Riccardo Scorsone, decise di organizzare un viaggio commemorativo lungo una linea immaginaria che di fatto aveva diviso l’Italia in due parti. In occasione del 70° anniversario dello sfondamento della Linea Gustav, appena precedente alla liberazione dell’Italia dalle truppe naziste di Hitler, i due decisero di rendere omagio alle oltre 300.000 vittime cadute sul fronte italiano e alle venti nazioni che là hanno combattuto. Questo viaggio da Ortona, e nello specifico dalla foce del fiume Sangro, fino a quella del fiume Garigliano nel Tirreno, segue il più possibile il tragitto originale, per un’avventura di undici giorni in sella ai propri cavalli.

Alla base di tutto, il desiderio di rifiutare il concetto di carneficina alla base dell’Europa unita. I combattimenti, infatti, proseguirono fino a quando l’orrore per questa strage non mosse la volontà degli uomini di immaginare un’Europa priva di guerre e divisioni. Il progetto si realizzò nel 1950 con la firma del Patto di Roma per l’Europa Unita.

Italia a cavallo la Linea Gustav

Il Programma di viaggio

Il viaggio a cavallo lungo la Linea Gustav dura nove giorni, dal 3 all’11 giugno. Dal momento che in genere si percorrono tra i 25 e i 30 km al giorno, e che soltanto il 15% della strada è asfaltata, è richiesta una certa padronanza del cavallo, per poter partecipare. La zona montuosa che si attraversa nella parte centrale del viaggio è infatti parecchio difficile da superare, tra percorsi stretti e ripidi, e strapiombi rocciosi. Gli stessi cavalieri esperti trattengono il fiato, restando in silenzio per lunghi tratti, così da evitare di spaventare i cavalli o far perdere la concentrazione ai compagni.

Percorrere un tratto del genere a cavallo significa inoltre viaggiare leggeri: ricambi e poco altro devono essere infilati in una sola borsa da sella. E’ possibile partecipare portando il proprio cavallo, ma chiaramente non è un viaggio adatto a tutti. Cavalcare per tanti giorni di seguito infatti può sfiancare anche coloro già abituati a stare in sella per molte ore quotidianamente.

Italia a cavallo la Linea Gustav

 

Punti di interesse lungo la Linea Gustav

I partecipanti al viaggio lungo la linea Gustav visiteranno molti dei più bei borghi medievali d’Italia, da Acquafondata a Sant’Elia Fiumerapido, fino a Cassino con la sua straordinaria Abbazia. Il bombardamento che ha distrutto una buona parte di questo antico edificio religioso, uccidendo soldati e monaci, è solo un’altra pagina in un capitolo davvero buio della storia del nostro Paese.

Il viaggio inizia da Ortona, una città medievale che durante la Seconda Guerra Mondiale è stata quasi completamente distrutta. La popolazione civile fu costretta a fuggire e Ortona fu bombardata senza alcuna pietà per circa sei mesi. Oltre 1300 soldati hanno perso la vita per tentare di liberare questi luoghi dai nazisti: lungo la Linea Gustav si avanzava metro dopo metro, tra sangue, sudore e sofferenza. La città di Ortona è stata insignita della Medaglia d’Oro al Valor Civile dopo la guerra.

La visita ai cimiteri militari lungo il percorso raccoglie spesso cavalieri da ogni parte del mondo, alla ricerca di familiari periti durante la Seconda Guerra Mondiale. Tra le tappe più belle figura anche il piccolo borgo di Guardiagrele, tra i più suggestivi d’Italia. Fu definito da Gabriele D’Annunzio “la terrazza d’Abruzzo” perchè da qui si può vedere fino al mare Adriatico. Ma sfilate cittadine, meravigliosi borghi medievali e luoghi di interesse storico non sono gli unici punti di interesse di questo incredibile viaggio a cavallo.
Si attraversano infatti magnifiche vallate, come quella tra Chieti e il fiume Sangro, per arrivare a un’altra piccola cittadina occupata dai nazisti, Orsogna. O il Parco Nazionale della Majella, per arrampicarsi su per una collina che domina la zona. E’ molto facile quindi riuscire a scorgere gli animali selvatici che popolano l’area. I cavalli infatti non li spaventano quanto li spaventerebbero le auto: non è raro incrociare la fauna locale che va a caccia di primo mattino o al calare del sole.

 

Anche quest’anno Fernando L’Arco ha accompagnato il suo gruppo di intrepidi lungo la penisola, in un viaggio che sa di storia, di natura e di amore per l’Italia. In genere le prenotazioni, effettuabili mediante modulo scaricabile dal sito ufficiale, vengono aperte ad aprile, con la pubblicazione del programma di viaggio.

Danila Caputo