Il 1° gennaio è il giorno più luminoso dell’anno, è l’inizio di un nuovo inizio per tutti. E’ anche la giornata mondiale della Pace.

Non poteva essere giorno migliore per questa celebrazione: il nuovo anno è davanti a noi come un libro di pagine nuove, bianche, tutte da scrivere.

Ognuno ha iniziato il nuovo anno in modo diverso: qualcuno ha ancora addosso i postumi dei festeggiamenti, qualcuno è andato a letto presto e ha preferito i propri sogni alle ore piccole, qualcuno, i più insaziabili, non è nemmeno andato a dormire. Ma è il cuore quello più carico: un anno nuovo porta speranza, è una nuova opportunità, una nuova occasione per i nostri progetti, per i nostri sogni.

Ma quali sono questi sogni?

L’anno che si è appena concluso alle nostre spalle, il 2016 bisesto, è stato un anno amaro, per certi aspetti duro e controverso. Il mondo è stato teatro di molti fatti drammatici, l’Italia ha registrato un altissimo e sempre più preoccupante numero di femminicidi e l’Europa ha vissuto momenti di terrore, momenti che apparentemente sembrano lontani da noi e che invece ci riguardano tutti.

Siamo vulnerabili.

Abbiamo assistito alla paura in tv e sul web, non quella lontana di altri mondi, la paura vicina, quella in casa, per strada, durante ricorrenze e feste, durante concerti e spettacoli, nei ristoranti, nei teatri, nelle piazze principali di alcune città.

Lo chiamiamo terrorismo ma lo sappiamo che è una guerra, una guerra alla libertà, una libertà che ci siamo conquistati con grandissimo sacrificio e fatica, pagando con la vita, perché di guerre, battaglie e sangue versato, la nostra storia è piena.

Il nostro mondo, in particolare l’Europa, vive la minaccia degli attentati, la paura dell’accoglienza, la sfida dell’integrazione culturale e sociale. Siamo messi duramente alla prova nel quotidiano, nella nostra vita di tutti i giorni, nelle nostre azioni di routine come prendere un aereo o un mezzo pubblico, come andare a cena in un ristorante o a vedere un concerto.

L’altro, il diverso, ci fa paura, ma è vicino, tra noi, è uno di noi, spesso nato qui come noi.

All’improvviso distinguere il fratello dal nemico, sembra essere diventato complicato, faticoso: il passo verso l’intolleranza è talmente semplice e verso il razzismo, così breve.

Eppure, tenendo fede ai propri principi di libertà e democrazia, alle proprie scelte politiche e culturali ben definite, l’Europa mantiene le braccia aperte nei confronti di chi cerca di avere un nuovo inizio.  E’ ferita ma non cede, è stata colpita al cuore, ma non soccombe.

pace

Perché?

Perché la nostra è una scelta di pace e non è soltanto una questione politica.

La pace è un bisogno del singolo, un bisogno primario di ogni individuo, come la felicità.

E’ una scelta di vita, di condivisione, di libertà e diritti per tutti, è l’espressione culturale di ciò che siamo.  E’ la nostra storia, siamo noi.

Possiamo rinunciare a ciò che siamo? No.

Il momento storico che stiamo vivendo mette questo nostro bisogno di pace ancora più in evidenza. Perché la guerra, soprattutto quella contro ogni forma di libertà, non ci appartiene. Abbiamo scelto l’integrazione, anche se difficile, anche se contrastata, anche se non ne conosciamo bene tutte le sfumature, abbiamo scelto l’accoglienza come gesto di possibilità, di speranza e costruzione del futuro.

E’ stata data anche a noi in passato.

La pace, come la ricerca della felicità è prima di tutto un bisogno dell’individuo perché lo mette nella condizione di guardare avanti, di investire sul domani, di camminare e di agire mantenendo un approccio positivo e possibilista.

La pace è una scelta, anche culturale.

E come ogni grande scelta la pace comporta responsabilità e doveri, per ognuno di noi.

Dopo averla conquistata con tanto sacrificio e affinché continui a essere un diritto per tutti, è venuto il momento di difenderla, come valore e come sistema.

Perché un paese di pace è un paese che rispetta la propria storia, che sa lottare perché non intende rinunciare alla propria cultura e alla propria identità.

E soprattutto è un paese che cresce perché solo guardando avanti e difendendo i sogni di chi lo abita ci sarà sempre un futuro da scrivere.

Buon 2017 a tutti!

Daniela Granata

(Letto 54 volte in totale, 1 oggi)