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La differenza sta nel volto

C’è un netto contrasto quasi stridente tra il carabiniere ferito a morte a Marsala e morto a Palermo e le cerimonie in alta uniforme per celebrare la repubblica.

Un contrasto che non si nota se non si accostano i due fatti. Silvio Mirarchi era un carabiniere attento, che lavorava perchè sentiva sua quella divisa. Era uno di quelli che onestamente e per poche migliaia di euro faceva il proprio dovere. Un padre di famiglia.

Gli hanno sparato all’altezza del rene, mentre era appostato in borghese a sorvegliare una piantagione di marijuana. Si fa fatica a guardare la sua foto, senza pensare che sembra l’emblema dell’onesto servitore dello Stato. Questo Stato che ha avuto maggiordomi fedelissimi che non sono stati ricambiati con lo stesso affetto. E non è un discorso che vale solo per l’ultima vittima.

Tralasciando i nomi celebri, basti citare Calogero Zucchetto, Beppe Montana, Emanuele Basile, Ninni Cassarà, Nino Agostino, Emanuele Piazza. O Gaetano Costa, Cesare Terranova. Tutti avevano in comune una triste analogia. Erano soli, o al massimo con qualcuno che li voleva proteggere con un fuscello contro il fuoco.

Sono caduti facendo il loro dovere, in fondo succede, è tristemente vero. Ma è altrettanto triste pensare che nel corso degli anni questo dovere è stato fatto più con passione che con vere e proprie risorse, che anche Borsellino, alla procura di Marsala, quando ne era a capo si era trovato a dover spingere l’auto di servizio per mancanza di benzina, che ogni tanto si cerca di tagliare risorse sottobanco.

Le operazioni di successo, gli arresti dei latitanti sono subito merito del governo, il mazzo quotidiano di onesti portatori di divise viene fuori solo in questi casi.

Quello che stride è proprio questo: guardare certi volti istituzionali. E pensare che per strada si viene uccisi portando una divisa che troppo spesso è “derisa da un umorismo di barzellette” che ci si chiede davvero se chi ammazza un carabiniere prende più di lui come stipendio, come ipotizzava Faletti.

E come dicevo, a guardare certi volti che poi ci rappresentano, non si pensa più alle barzellette sui carabinieri, ma alla barzelletta che rischiamo di diventare. E basti ricordare gli ultimi vent’anni di governo per avere in mente certi volti che scatenano ilarità. Al contrario di quello del sottufficiale Silvio Mirarchi. Persona per bene. 

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