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La mia prima volta (all’asilo, ovviamente)

Per i nostri figli può essere un trauma, per noi genitori a volte una manna, ma il primo giorno di scuola non si scorda mai, specialmente s’è quello d’asilo!

I nostri figli, con il tempo, certe cose le rimuovono, ma per noi rimangono ricordi indelebili a cui ricorriamo quando sentiamo la loro mancanza oppure li vediamo crescere troppo in fretta.

Il primo giorno di asilo, il primissimo in questo caso, è un punto di svolta nella nostra e nella loro vita perché segna un grandissimo cambiamento nelle abitudini di entrambi, negli stili di vita, nei rapporti in famiglia e con gli altri.

Loro inizieranno a comprendere il peso della routine, noi quello dell’impegno nell’assiduità – anche se il nido, per noi, rimane più che altro un parcheggio piuttosto che il loro primo contatto con la cultura e la formazione.

Primo giorno asilo

Vogliamo parlare dell’inserimento? Considerando che il periodo antecedente al primo passo dei nostri figli in una scuola ha una funzione meramente burocratica, seppur caratterizzata dallo “speriamo me lo prendano vicino casa…”, i traumi per il genitore che effettua l’inserimento sono di notevole entità e quantità: vedrai probabilmente tuo figlio piangere ed allora ti si spezzerà un po’ il cuore, ma se tuo figlio invece non piangerà sarai tu a tuffarti in un mare di lacrime pensando t’abbia dimenticato o peggio sostituito!

Dimenticavo poi un piccolo particolare: gli altri bambini. Ti siedi fuori dall’aula e osservi tuo figlio come viene gestito dalle educatrici e intanto noti come i pargoli altrui inizino a infilarsi tutto quello che trovano in bocca avvicinandosi sempre più voracemente al pupo in stile “la notte dei morti dementi” e ti sale il terrore, l’ansia per i batteri, lo scambio di salive, il pediatra, lo sterilizzatore, la lavatrice a 90°… Sopravvivono tutti all’asilo, le percentuali di arrivo al primo giorno di materna sono del 100%.

Primo giorno Scuola

Tranquilli. Dovremmo essere noi a farci molti meno problemi ed a prendere la vita con un po’ più di filosofia, ma comprendo che il primo giorno di asilo è qualcosa di pressoché unico e irripetibile.

Solitamente poi l’inserimento lo fa la mamma. Non so perché ed anche se nell’ultimo periodo la partecipazione paterna alla vita infantile dei figli è cambiata notevolmente in meglio, il rapporto più significativo con la scuola lo detiene la madre. C’è da dire che nella maggior parte dei casi lei ha la maternità quando il pargoletto arriva al nido ed il papà, staccare almeno una settimana da lavoro, forse fa fatica; nel mio caso ad esempio  la mamma era disoccupata, mia figlia aveva già quasi un anno, ed io gran ferie non potevo prenderle e in più l’inserimento è durato circa due settimane (i commenti si sprecano…).

Comunque è una catena: se loro vanno al nido noi possiamo lavorare e se noi lavoriamo loro andranno inevitabilmente al nido, che costa meno di una babysitter e forma molto meglio i nostri figli, senza offesa per nessuno.

Le prime volte dei nostri figli e di noi genitori saranno sempre un po’ traumatiche, ma seppur possano sembrare pesanti ci lasceranno ricordi meravigliosi; essere genitori aiuta a rivivere quelle esperienze della nostra infanzia che non ricordiamo più, quelle sensazioni che inconsapevolmente hanno caratterizzato la nostra vita.

Silvano

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