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La ragazza più fortunata del mondo – Recensione

ragazza fortunataHo cominciato il 2016 nel modo in cui tutti gli appassionati di libri desidererebbero: con una pila di nuove avventure sul tavolino davanti a me, e solo l’imbarazzo della scelta.

Ho scelto di cominciare da “La ragazza più fortunata del mondo” (Jessica Knoll, Rizzoli) perché il titolo descriveva esattamente come mi sentivo in quel momento, ma non solo: la mia amica Alessia, che legge in inglese le nuove uscite prima che arrivino tradotte in Italia, me ne aveva parlato con trasporto amoroso già da un po’ di mesi, e, devo dire, sarà che tra bionde ci si intende, ma aveva ragione al 100%.

Ho cominciato a leggere e non ho più smesso finché non ho finito – o quasi, ho dovuto solo fare quelle cose noiose e ininfluenti come lavarmi, mangiare, andare a lavorare, ma ho cercato comunque di ridurre questi elementi di disturbo al minimo.

Incontriamo la protagonista, Ani FaNelli, a 28 anni: abita a New York, scrive per un giornale, ha un anello di fidanzamento al dito e amiche bellissime con cui sbevazzare in giro per locali sotto gli occhi ammirati dei presenti. La sua vita è quella che tutte noi, cresciute a pane, Gossip Girl e Sex and the City ci immaginiamo come l’apice della felicità.

Questo però è solo un pezzo della storia.

Dietro alla ragazza più fortunata del mondo c’è un groviglio di buio e paura che non l’abbandona mai, e che la riporta ad essere, in una serie di flashback molto coinvolgenti, la ragazzina italo-americana ingenua e precocemente sbocciata, costretta dalle circostanze a frequentare una scuola d’élite, dove ci sono i ricchi – quelli veri –  in cui sentirsi a proprio agio ed essere accettata è molto difficile. Dietro alla ragazza più fortunata del mondo c’è un fatto tremendo a cui è sopravvissuta, e con cui forse, negli anni, non ha mai trovato il coraggio di fare davvero i conti.

Di pagina in pagina impariamo a conoscere i segreti di Ani, quelli nascosti per soddisfare la sua ambizione di essere la ragazza che ha sempre desiderato, quelli dimenticati per cercare di non soffrire, quelli che forse, adesso, ha l’opportunità di svelare. Ma che, una volta detti, rischiano di rovinare tutto ciò che ha costruito. O di liberarla? Non lo scopriamo fino alla fine, perché, in realtà, non lo sa neppure lei.

Un libro da leggere non solo perché costruito e raccontato in maniera magistrale, dosando leggerezza e suspense, ma anche per riflettere su temi come l’autostima, la vergogna, la paura.

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Ani ha delegato ad un anello di fidanzamento e a una vita da copertina il potere di farla sentire davvero a suo agio con sé stessa e con gli altri, ma la cosa non ha mai funzionato fino in fondo. Lungo tutto il romanzo, vediamo una ragazza che deve affrontare i suoi demoni, in modo da trovare la voce per raccontare la verità su chi è veramente, e su che cosa le è accaduto. Per potersi finalmente concedere di non essere d’accordo su quello che è stato detto di lei.

Lo consiglio in particolare a chi ama la chick lit di qualità e i gialli psicologici, e a chi è piaciuto “L’amore bugiardo” (Gone, girl) di Gillian Flynn.

Prendetevi tempo per leggere questo libro: sarà davvero difficile interromperlo per fare altro…

XXX

Equilibrista B.

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