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La terra trema

Tutti sappiamo cosa è successo lo scorso 24 agosto alle 3.36 del mattino in Centro Italia!

Un terribile terremoto ha sorpreso gli abitanti di molti paesini immersi nella notte estiva.

Alcuni di questi paesi sono stati rasi al suolo e di conseguenza molte persone non hanno più visto la luce dell’alba. Per mia scelta non ho voluto vedere i telegiornali, ho sfogliato velocemente i giornali e per due giorni non ho proferito verbo inorridita dai commenti che vedevo postare su FB.

Quando succedono queste tragedie penso sempre cosa sarebbe accaduto se fossi stata sorpresa nel sonno con Rebecca da una terribile scossa di terremoto.

3 anni fa a Milano, mi sono svegliata per una forte scossa che ha sconquassato l’Emilia, prima di tutto ho controllato che Rebecca dormisse e poi ho messo la sua carrozzina manuale davanti alla porta con una borsa con dentro dei vestiti per lei, poi mi sono messa di fianco al letto di Rebecca fino alle prime luci del giorno.

Il senso d’impotenza che ho provato quella notte è lo stesso che ho provato il giorno che ci hanno dato la diagnosi di Rebecca.

Sono quattro giorni che penso incessantemente al disagio che devono sopportare tutti/e coloro che non hanno più una casa. Lo stesso mi accade quando leggo di coloro che devono salire su di un gommone per sfuggire alla povertà, alla morte.

Trema la terra

Spesso mi fermo a pensare cosa succederebbe se dovessi affrontare momenti simili con una bimba che non può camminare, che deve essere aiutata in ogni singolo movimento.

Poi penso a quella scuola crollata anche se avrebbe dovuto essere antisismica e mi chiedo, ma chi l’ha costruita una coscienza ce l’ha? Chi ha messo la sabbia al posto del cemento armato dorme tranquillo la notte?

Poi leggo di tutti i volontari che sono accorsi in Centro Italia ad aiutare le popolazioni colpite dal sisma e mi rassereno, ma al tempo stesso mi chiedo come è possibile che in Italia ci siano persone così generose e di cuore, ma poi tutto è in mano a pochi ‘furbi’.

Il problema siamo noi che accettiamo di buon grado i ‘furbi’ sempre e comunque senza mai ribellarsi nella speranza che nulla di brutto ci accada, ma poi quando succede li malediciamo e non capiamo che purtroppo nessuno è immune dal dolore, dalle catastrofi, dalle malattie e che forse avremmo dovuto agire in modo diverso, ma ormai è troppo tardi.

Elena Muserra De Luca

Categorized: LIFESTYLE
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