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Pasquetta 2016: l’anello delle Fornaci sul Lago Maggiore

Buona Pasqua a tutti!  Terminata l’abbuffata pasquale, ora pensiamo a smaltire uova, colombe e brindisi e al Lunedì dell’Angelo

Che ne dite di eliminare le calorie in eccesso con una bella escursione impegnativa? Io consiglio l’Anello delle Fornaci a Ispra sul Lago Maggiore.

Ispra è un comune della provincia di Varese sulla sponda sinistra del Lago Maggiore. Il nome deriverebbe dal latino asperum, aspro, in riferimento alla natura rocciosa di questo luogo.

Rocce e fornaci

Le bianche rocce che rendono questo itinerario così suggestivo e in parte arduo sono ricchissime di calcare. Queste pietre venivano estratte, fatte a pezzi e cotte per ricavarne la calce. Questa era poi trasportata a Milano attraverso il Lago Maggiore, il Ticino e il Naviglio Grande. La calce era fondamentale (e lo è tuttora) per il settore edile e per quello sanitario. Già: veniva distribuita sui muri delle case e delle stalle perché considerata ottimo disinfettante. Le gigantesche fornaci sono la testimonianza dell’intensa produzione industriale di calce portata avanti dall’Ottocento in poi. Cadute in disuso negli anni ’70, alcune fornaci sono crollate. Le sopravvissute sono state restaurate e hanno dato il nome a questo percorso.

Descrizione dell’Anello delle Fornaci

L’Anello delle Fornaci è un percorso escursionistico lungo 5.3 km. Presenta un dislivello complessivo di 156 metri. La difficoltà è media. Obbligatorie scarpe da trekking. Alcuni tratti sono un po’ impervi ma il panorama mozzafiato del Lago Maggiore e delle monumentali fornaci sono in grado di fare dimenticare la fatica all’istante.

Una serie di cartelli ben posizionati permette di seguire agevolmente il percorso. Si parte dal porto di Ispra (Piazzale Cesare Rapazzini). Qui percorriamo il Lungolago Vespucci, dove si trova una piccola spiaggia sabbiosa. Terminato il lungolago, imbocchiamo il sentiero tra le rocce. Si cammina quasi al pelo dell’acqua. Passato con cautela un piccolo ponte, iniziano le fornaci. Da qui l’itinerario si snoda tra frequenti e ripidi saliscendi e strette stradine che toccano tutte le fornaci ancora esistenti.

Un’escursione che è una gioia per gli occhi, per le gambe e … per la bilancia!

 

Grazia Guarnieri

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