Sbagliando s’impara e se ci sarà da versare qualche lacrima non dimentichiamo che attraverso le esperienze i nostri figli costruiranno la loro vita.

Il primo figlio è qualcosa che dà un po’ da riflettere in una coppia. Pardon, effettivamente sbilancia parecchio l’equilibrio psico-emotivo! Si passa dalla pura certezza del seggiolone da comprare per le prime pappe all’incredibile e totale assenza di sicurezza dei primi malanni infantili… I corsi preparto? Sono forse utili nei due mesi a cavallo del parto, poi stop. Devi scoprire l’arte di arrangiarti, creando attorno a te quella rete di persone e conoscenza utili alla sopravvivenza di tutti. In tutto questo i nostri figli dove sono? Tra uno spavento ed una risata ci feriamo ad osservare come queste creature venute dal nulla crescono, rispondono agli stimoli e imparano cose che per noi sono scontate come l’ABC… Già, perché noi siamo dei geni a saper le prime tre lettere dell’alfabeto eh? Per noi che ci siamo fatti almeno 16 anni di scuola cosa ci vuole? Ma ci abbiamo mai pensato che per loro è tutto nuovo? Loro l’ABC lo imparano almeno 6 anni dopo…

Noi siamo spettatori del loro sviluppo. Osserviamo i loro comportamenti e le esperienze che attraversano fin da quando iniziano ad aver coscienza del loro corpo. Ad esempio: ci è mai capitato di mangiare qualcosa che non aveva il sapore che ci aspettavamo, ma esattamente tutt’altro? Pensa ad un bambino alle prese con lo svezzamento. La curiosità lo spinge a scoprire i sapori nonostante magari la maggior parte di questi siano qualcosa di orribile al suo palato per il quale tutto è nuovo!

Non tutte le esperienze vengono vissute in autonomia, a volte bisogna semplicemente darvi una spinta.

Certo è che alcune esperienze dobbiamo, come dire, indurle. Mia figlia ha tolto il pannolino quando già altri bambini sapevano esprimere perfettamente tutti i loro bisogni. Abbiamo provato con i libri, con il vasino, con i discorsi… ma cosa vuoi dire ad un bambino che ha due chiappette che sembrano ovetti? Per carità, rispettare i tempi è importante, ma a volte dobbiamo ingranare la marcia e dare una spintarella per permettere che l’esperienza diretta vada oltre la conoscenza. Quante volte ci siamo trovati ad affrontare un nuovo ambiente di lavoro, o un nuovo incarico, senza una “adeguata” preparazione? Il risultato non credo sia stato spiacevole. Anzi, l’incoscienza ci ha aiutato ad essere più disinvolti, puntando sulle nostre capacità caratteriali ed investendo nelle nostre competenze! Con mia figlia è andata più o meno alla stessa maniera e dopo qualche “ricordo” in giro per casa in poco tempo si è abituata agli usi consueti, semplicemente privandola del pannolino.

Loro, come noi, hanno bisogno di essere un po’ forzati. Ci deve essere il mordente per fare esperienze nuove, che li spinga a nuovi orizzonti, alla scoperta di cosa sono veramente in grado di fare. A scuola è sempre stata la stessa storia “suo figlio può fare di più”. Cavolo se lo capisco adesso! I nostri figlio hanno più capacità di quante non ne immaginiamo. Sta a noi dargli la spinta per fargliele scoprire.

P.S.: Considerando che la maggior parte delle volte è la mamma a fare il primo passo… TANTI AUGURI MAMMA!

Silvano Campanale | Here you are Daddy

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