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Le ferite dell’infanzia e le conseguenze sull’adulto di domani: come si creano?

 

Per poter spiegare meglio quanto ci accade, ci può essere utile, a questo punto, rifarci a quella che è, ormai, la teoria più frequente in tutti i percorsi Spirituali, che deriva dall’Oriente.

Può essere difficile acquisirla, perché la nostra cultura ci ha abituato ad un modo di vedere le cose diverso ma, prima di respingerla, prova almeno a prenderla in considerazione ed a lasciarla lì, senza giudicare. In questo modo di vedere le cose è la nostra Anima, che è immortale, a decidere quale sia il percorso che vuole compiere in questa Vita, qual è la sua missione e cosa vuole imparare, che ancora non ha capito nelle Vite precedenti. Proprio per questo sceglie i propri genitori e prende accordi con molte altre Anime per incontrarsi qui, in questa incarnazione, per aiutarsi l’un l’altro ad imparare ciò di cui abbiamo bisogno.

Dobbiamo renderci conto che ci servono molte Vite e molte ripetizioni degli stessi errori, prima di accettare che le cose siano effettivamente come sono, per poi trovare il coraggio e la volontà necessaria per trasformarsi. Nel momento in cui ci rendiamo conto di avere scelto noi sia l’esperienza che l’incontro con le persone che l’hanno provocata, possiamo accorgerci che le conseguenze non sono state felici e che non aver accettato noi stessi in quanto “creatori” ci ha costretto a rivivere di nuovo la stessa situazione.

“Tutti, venendo al mondo su questo pianeta, abbiamo la stessa missione, quella di vivere delle esperienze fino ad accettarle ed amarci attraverso di esse.” (*)

Siamo nati, quindi, seguendo la necessità della nostra Anima di accettare se stessa, i nostri difetti e pregi, i talenti, i desideri e le debolezze; tutto ciò che portiamo con noi da lungo tempo.

Ma, poco dopo la nascita, ci siamo resi conto che essere noi stessi disturbava il mondo degli adulti e di chi ci stava vicino. Ci siamo accorti, così, che essere noi stessi non è una “buona cosa”. È una constatazione dolorosa, per il bambino, che si accompagna, spesso, a delle crisi di rabbia. Spesso sono frequenti e vengono chiamate crisi infantili o adolescenziali, ma, di fatto, un bambino che può agire in modo naturale sentendosi accettato non avrà crisi di questo tipo. Abbiamo approfondito la discussione nell’articolo “Sensi di colpa e delusioni: come evitarli ai nostri figli

Normalmente, secondo le verifiche compiute da Lise Bourbeau su migliaia di persone, il bambino passa attraverso queste quattro fasi:

 

  • La gioia di essere se stesso. È la fase iniziale della Vita, in cui il piccolo si esprime liberamente per ciò che è.
  • Il dolore di non poter essere se stesso. La constatazione di disturbare e dare fastidio con il suo comportamento naturale.
  • La crisi, la ribellione. Il tentativo di esprimere la propria rabbia per non potersi mostrare per ciò che è.
  • La rassegnazione. Con il tempo il bambino, per non sentire più il dolore, si piega creando un nuovo modo di essere, diventando ciò che gli altri vogliono che sia.

Ci sono persone che rimangono invischiate nella terza fase, e sono per tutta la Vita in una fase di reazione, ribellione e collera.

La maggior parte, invece, nella quarta fase creano inconsciamente delle “maschere”, che possiamo definire anche “falso Sé” o “falsa personalità”, per proteggersi dalla sofferenza subita nella seconda fase.

Secondo le osservazioni della Bourbeau, le ferite fondamentali vissute dall’essere umano sono cinque, ed esse compaiono in ordine temporale differente nell’arco dei primi anni di Vita. Eccole di seguito, in ordine cronologico:

 

  • Rifiuto
  • Abbandono
  • Umiliazione
  • Tradimento
  • Ingiustizia

 

Quando, inconsciamente, abbiamo creato delle “maschere” per difenderci abbiamo, senza rendercene conto, fatto subire a noi stessi un’altra ferita, poiché il nostro vero Essere si sente tradito, ed accadrà lo stesso ogni volta che, inconsapevolmente, faremo subire ad altri le stesse ferite. La nostra mente, l’ego, con le sue convinzioni e le sue paure, ci manipolerà per non farci vedere tutto questo!

Nei prossimi articolo ci addentreremo in ognuna di esse, per scoprirne le caratteristiche e qual è la “maschera” che ognuna di queste ferite produce. Avrai modo di scoprire qualcosa che ti appartiene e che, forse, non conoscevi!

Valeria Pisano

(*) Lise Bourbeau, “Le 5 ferite e come guarirle”, La Feltrinelli.

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