In tutto quello che siamo oggi c’è ciò che siamo stati un tempo. Diventiamo persone migliori grazie alle esperienze che ci segnano.

In passato era come se sapessi che, in fondo, ogni storia che vivevo sarebbe, prima o poi, terminata.

Sapevo che era una specie di training e che mi aspettava qualcosa di meglio. Sapevo che, un giorno, quel meglio sarebbe arrivato. Ciò non significa che non abbia sofferto: quando entrano in gioco le emozioni, anche se a piccole dosi, si soffre e si è felici ma questa è la propria parte irrazionale.

Razionalmente, invece, ero cosciente che nessuno degli uomini/ragazzi che avevo di fronte fosse la mia Persona.

Era come se il mio cervello conoscesse il futuro, o, forse, fosse semplicemente cosciente del fatto che io ero in formazione e non potevo dedicarmi totalmente a qualcuno diverso da me.

È vero che ogni volta che ci si innamora si pensa che prima non avevamo mai provato niente del genere e in effetti è così, ma lo sconvolgimento che ti provoca l’amore ha un sapore del tutto differente e particolare.
Intesa, complicità, voler il bene dell’altro: queste sono le caratteristiche dell’Amore. Le diversità, i problemi ci saranno sempre ma la felicità che si prova quando ci si sveglia e si vede una persona sorridere non ha eguali perché sai che è felice a causa tua.
A mio avviso, infatti, la fine di una storia non è segnata dalla mancanza di trasporto o dall’affievolimento della fase “fall in love” ma molto spesso dalla poca volontà di affrontare le difficoltà e guardare oltre le diversità. Ecco perché l’Amore ci può essere donato solo quando siamo pronti, solo quando dopo aver compreso noi stessi saremo pronti a capire anche la persona di cui ci siamo innamorati.

Non è una legge, ovviamente, solo un modo di guardare il mondo con occhi sempre nuovi, solo una modalità per affrontare il dolore di una perdita e farsi coraggio per chi ha lasciato o è stato lasciato.

L’Amore è altrove, ricordatelo sempre.

Flavia Todisco