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Lettera aperta a Jennifer Aniston

Cara Jenny,

posso chiamarti così, no? Ormai siamo amiche, siamo in confidenza, condividiamo parecchie cose.

Beh, insomma, Jenny, ti scrivo da parte di tutte quelle donne che, in seguito alla tua vittoria in fatto di orgoglio, hanno deciso di nominarti “idola del 2016”.

Ad ogni modo volevo dirti che per me, lo eri già prima. Sì, insomma, quanti anni hai? Una quarantina? jennifer-aniston-giovaneE sei gnocca come poche, forse anche più gnocca di quando ne avevi 20. Perciò mi pare evidente che una donna normale –e intendo quelle che in media non sono così gnocche nemmeno nel fiore dei loro anni- non possa fare altro che guardarti con un misto di invidia e di desiderio di diventare come te. Perciò, per farla breve -che come hai detto a quel babbo di Brad, so che non hai tempo-, volevo porgerti i miei complimenti.

Hai dimostrato una grande forza e un grande spirito di sopravvivenza quando, sempre il sopraccitato Brad, ti ha lasciata per quella gnoccolona di Angelina. Insomma, una donna normale si sarebbe concessa quintalate di gelato e probabilmente si sarebbe lasciata andare, ma tu ti sei risollevata mostrando due giganteschi diti medi, per dirla all’italiota. Quindi, ancora una volta, ti porgo i miei complimenti.

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Certo, un po’ stronzescamente penso che a tutte noi sarebbe piaciuto vederti con 10 kili di più, anche solo per un paio di mesi, eh, solo per convincerti della tua vera natura da umana e non da cyborg; però sei un esempio quindi ti vogliamo bene.

Sì, pure se sei perfetta.

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Sei una di quelle donne che fino ad una certa età si invidiano da dietro allo schermo, in pigiama di flanella e muccio sfasato in testa, e poi si iniziano ad ammirare perché –wow- sei pure cazzutissima.

Ad ogni modo oggi sono qua per parlarti –per l’appunto- della tua ultima vicissitudine con Brad Pittolo, l’ottavo scemo. Sì, lo odio, è solidarietà femminile.

Se ti può tirare su di morale, posso parlarti di tutti i suoi tentativi di prendere l’Oscar, ma dovrei fermarmi a quando effettivamente l’ha vinto, quindi meglio di no. Comunque faceva ridere, giravano un sacco di post ironici su di lui, sai?

Ma non importa se ha vinto l’Oscar, Jen, non è più figo per questo. Oddio, figo è figo, questo concedimelo, però tu ci hai dato una grande lezione: non importa quanto uno sia esteticamente perfetto, importa quanto orgoglio personale si riesce a mantenere nella vita.

Insomma, Jennina, non so se tu abbia rifiutato il suo invito a cena perché sei effettivamente una donna forte o perché magari quella sera avevi una matta voglia di Take-Away e non avevi voglia di toglierti la vestaglia di pelo.

Non so nemmeno se sia vero, magari hanno inventato tutto per fare a te e a Braddino un po’ di pubblicità. Magari lui ti ha invitata a cena perché gli faceva ridere vederti masticare il pollo arrosto con la bocca aperta (e magari –allora- non sei manco così perfetta), e tu hai frainteso tutto e ne hai fatto un caso mediatico.

Fatto sta che io voglio leggerla così: mi lasci per quella figona lì e poi torni quando vi siete mollati? Sparisci.

E se è andata davvero così, io ti adoro. Ma ti adoro pure se sei solo pigra e avevi voglia di cibo cinese. Ti adoro, ti amo e ti venero.

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Ti mando un abbraccione e un pacchetto di biscotti se ti venisse nostalgia degli addominali del biondino.

Saluti,

la tu amica Deborah

Categorized: LIFESTYLE
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