Ti scrivo oggi, proprio oggi che dovresti essere tu a scrivere a me. Perché è la mia festa, quella in cui mi aspetto che tu esca da scuola con un regalino incartato e la poesia da recitare a memoria su una sedia.

Ed invece eccomi qui, a parlarti, a buttare giù i pensieri ed a provare a dirti grazie, perché se oggi io ho la possibilità di festeggiare questo giorno è perché ci sei tu accanto a me.

Non è facile, sai?

E non è stato facile, sai?

Dire di no all’amore e porre fine alle attese ed alle aspettative. Prenderti con me e scommettere ancora una volta sulla vita. Rimboccarsi le maniche ed imparare a credere che ce l’avremmo fatta. Convincere te e prima ancora me stessa.

Non è facile alzarsi la mattina ed essere sola;  io con te e tu con me. A darci forza e a farci coraggio. A darsi amore ed un milione di baci.

Non è facile guardarti negli occhi e chiederti perdono in silenzio per quelle lacrime inevitabili.

Non è facile continuare a raccontarti la solita storia del babbo e della mamma che si vorranno sempre bene, la storia che la famiglia c’è, solo dove c’è amore.

Non è facile farlo quando in pizzeria ci troviamo io e te, un primo diviso a metà ed una coca e una birra e tu ti fissi a guardare le famigliole che arrivano mano nella mano, sorridenti e piene di gioia.

Non è facile quando alle recite a scuola io arrivo in un momento e tuo padre in un altro; io con una macchina fotografica e lui con un’altra, quando tutti i genitori ne hanno solo una.

Non è facile quando l’inverno si fa buio e tu hai freddo ed in fondo un po’ ne ho anche io. E c’è la cucina da rimettere apposto, i panni da stirare, le mandate da dare alla porta, il gas da chiudere e te da abbracciare. Perché poi finisce che metto a posto la cucina, stiro i panni, do le mandate ala porta, chiudo il gas e mi dimentico di abbracciarti. Perché tu stai già dormendo o io sono troppo stanca per farlo.

Non è facile quando arrivano i maledetti weekend alternati ed io ti accompagno sulla soglia di casa con lo zainetto e la valigia profumata. Ti accompagno per vederti andare via, per lasciarmi al silenzio della casa, alla voglia di fare mille cose ma all’ impossibilità poi di farle solo perché tu non ci sei.

Non è facile osservarti crescere mentre mi chiedo se ho fatto abbastanza o se solamente ti ho fatto soffrire abbastanza.

Non è facile partire per le vacanze senza qualcuno che ci dice la strada da seguire, senza qualcuno che entra per primo nell’albergo, o che ti prende in collo quando la sera tiriamo tardi e tu crolli accanto al falò sulla spiaggia.

Non è facile quando ti manca chi non c’è e io allora mi invento di poter essere tutto, arrabattandomi tra il dispiacere di non bastarti ed il dolore per esserne la causa.

Non è facile quando mi manchi, quando mi manchi cosi tanto, solo perché in quei giorni un giudice imparziale ha stabilito che non devi essere mio.

E non è facile saperti lontano quando solo con te addosso è la felicità.

Sai cosa ti dico, bambino mio?? Che questa non è solo la mia festa. Questa è la nostra.

Noi che ogni giorno sfidiamo la “normalità” facendoci forza del nostro esserci. Noi che ogni giorno ci amiamo in maniera cosi eccezionale da bastarci. Noi che  siamo l’uno la fine ed il principio dell’altro.

Essere mamma è un dono, ma essere la tua mamma è un privilegio. Perché è per te che non sono sola, è per te che questa mia vita non è stata persa ed è per te se  tutto l’amore che ho provato è valsa la pena averlo vissuto.

Tutto quello che io sono, tutto quello io ho, è per te.

Buona festa amore mio. Stammi vicino. Che il per sempre esiste. Che a dispetto delle scelte sbagliate di questa tua mamma un po’ pazza, il per sempre siamo noi.

Ma questo tu già lo sai.

Sara Gazzini

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