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Libri divertenti|”Momenti di trascurabile infelicità” di Francesco Piccolo

Momenti di trascurabile infelicitàPreparandoci al primo festival dedicato interamente alla comicità, “Il senso del Ridicolo” di Livorno, ho scovato in libreria l’ultimo libro di Francesco Piccolo: “Momenti di trascurabile infelicità”. Perché alle volte ridere è una questione seria.

Francesco Piccolo è un nome noto tra gli autori e gli sceneggiatori italiani. Firma la sceneggiatura di Agata e la Tempestadi Silvio Soldini, della Prima Cosa Bellae del Capitale Umanodi Paolo Virzì. Nel 2014 è anche vincitore del Premio Strega con Il desiderio di essere come tutti(non so aggiungere il link!), un romanzo storico, bello ma un popesante, sulla sinistra italiana. A Livorno, per Il senso del Ridicolopresenterà “Momenti di trascurabile infelicità”, un libro che di comico potrebbe avere poco e, invece, si rivela essere tutto il contrario.

Con Momenti di trascurabile infelicità, Piccolo continua la linea inaugurata con il libro precedente, Momenti di trascurabile felicità, per prendere una deriva comica che rende questo libro molto più interessante del primo.

Se in Momenti di trascurabile felicità” , Piccolo ci raccontava la vita delle piccole soddisfazioni quotidiane, in questultimo libro, invece, scandaglia la nostra quotidianità facendo un lungo ed esilarante elenco di tutte quelle piccole sfighe che, prima o poi, sono capitate a tutti.

Dallombrello in condivisione sotto lacquazzone del secolo, che non copre nessuno e fa bagnare tutti. Dalle infinite recite di fine anno dei bimbi a scuola, interessanti per quei due minuti in cui tuo figlio di sta esibendo, ma per il resto una vera noia mortale. A quando lamica di tua figlia ti scambia per suo nonno. Ai regali accettati per cortesia, ma che in realtà andiamo a cambiare il giorno dopo.

Per citarne alcune

  • Quando mio figlio dice: papà, ma stai sempre davanti al computer! Mi dispiace molto. Non perché lui si sente trascurato, ma perché a quel punto devo per forza spegnere il computer. Almeno per un po’.

  • Sei su whatsapp, vedi che l’altro “sta scrivendo”, ti sta rispondendo, aspetti, e non arriva niente. Ci ha ripensato.

  • Il fatto di non sapere se la luce del frigorifero, quando l’hai chiuso, si spegne veramente.

  • Quando mi dicono: ti potevi vestire meglio. E io mi ero già vestito meglio

 

A leggerlo, ciascuno di noi può permettersi di mettere la spunta a tutte quelle situazioni che, prima o poi, abbiamo vissuto e abbiamo dovuto sopportare/superare. In realtà, ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli e farsi venire un attacco di depressione acuta e spleen allennesima potenza.

E invecee invece, dimprovviso, cominci a ridere come uno stupido perché in fondo a ciascuna di queste situazioni, alle loro assurdità e paradossalità, si nasconde una carica comica e vitale immensa. E ridere, di fronte a queste piccole controversie quotidiane, diventa quasi obbligatorio, catartico, purificante.

E qui sta la magia di Francesco Piccolo e la sua forza narrativa, di vero storyteller: con poche parole e due righe, è in grado di restituire a noi lettori il senso della vita.

Non aspettatevi un libretto da comico. Lo leggerete dun fiato come si leggono i fumetti che ci appassionano, ma vi resterà dentro lasciandovi una carica di ottimismo immensa.

Perchè, come di ricorda lautore, Ognuno di noi è fatto di un equilibrio finissimo di tutte le cose, belle e brutte. E ho imparato che come per i bastoncini dello shangai se tirassi via la cosa che meno mi piace della persona che amo, se ne verrebbe via anche quella che mi piace di più.

Buona domenica, Mariana

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