Skip to content

Lifebalance | La vita che meritiamo

Il lavoro – che sia quello dei nostri sogni o quello che stiamo cercando di tenerci stretti – spesso si prende molto, a volte più del dovuto, a volte tutto.

Quanto tempo resta per la nostra famiglia, per la nostra casa, per i nostri interessi, per i nostri amici e per noi ovviamente, insomma per quella che si chiama vita privata?

Se siete tra coloro che alla fine della giornata hanno ancora a disposizione tempo per tutto questo, siete fortunati: tenetevelo stretto e difendetelo con tutte le vostre forze e la vostra determinazione, potrebbe essere un lusso di cui non siete abbastanza consapevoli.

Per molti la giornata è fatta spesso di tante ore fuori casa e di rientri a tarda ora, quando la tua famiglia ha già cenato o il tuo bambino è già a nanna, spesso di pranzi saltati, con addosso stanchezza, una sensazione di esaurimento e la testa che non connette più. Per molte di queste persone arrivare a casa tardi vuol dire non avere poi tempo – e probabilmente nemmeno le forze – per fare molto altro oltre cenare, fare una doccia, stare coi propri figli per chi ne ha e andare a letto a un orario decente.

E ho tralasciato le faccende domestiche ordinarie, donne. Perché per molte di noi quella pila di roba da stirare che cresce, si sa, è chiaramente un segnale che non è proprio tutto a posto.

Quindi spegnamo la luce e si cerca di dormire. E il mattino seguente, pronti e via, si ricomincia.

La chiamiamo vita. Ed è la nostra.

Nelle ultime settimane ho condiviso con una collega ritmi pesanti e mi è capitato di tirare la corda più del solito: le giornate lavorative sono talmente intense che arrivata a sera non vedevo l’ora di andare a dormire, come si dice, senza passare dal via.

E le conseguenze sono state: dimenticare a casa il telefono, rimandare il ritiro in tintoria, concentrare le faccende domestiche nel weekend annullando il weekend stesso, rifiutare inviti e rimandare giorno dopo giorno tutta una serie di altre cose. Dormire poco e male causa anche una svariata e non quantificabile dose del peggior caffè da macchinetta. 

Sono state settimane di corse e in costante affanno. Finché qualcosa come sempre accade.

Una mattina, pronta come un turbo per una nuova giornata, prima di guardare gli appuntamenti in agenda sullo smartphone, mi sono guardata allo specchio e ho scorto un capello bianco.

E tra me e me ho pensato: eccola lì la mia vita, il mio tempo che scorre con me, minuto dopo minuto, ora dopo ora, giorno dopo giorno.

Molti sono già passati, finiti, molti invece ancora da vivere.

E allora alzarsi presto, andare al lavoro, farsi divorare da tutti gli impegni, tornare a casa tardi, cenare, fare una doccia, svenire nel letto e ricominciare da capo è come stare una giostra, è una canzone che va in loop.

Ma qual è la vita che vogliamo?

Il nostro tempo scorre, la giornata va e per ognuno di noi è diverso: per alcuni non passa mai, per altri la settimana si è volatilizzata ed è già venerdì. Viviamo così, di cattivo umore al lunedì e in virtù del weekend. Eppure sono abbastanza sicura che non sia tutto qui.

Forse tutto questo immenso dono che abbiamo a disposizione merita di essere più vissuto che lasciato andare.

Ci sono ancora un sacco di cose che non abbiamo fatto, che non abbiamo ancora scoperto, forse c’è qualcuno di speciale che non abbiamo ancora incontrato, quel figlio per cui non ci sentiamo ancora pronte, quella telefonata che non abbiamo ancora trovato il coraggio di fare, quel perdono che ancora non abbiamo saputo chiedere.

Tutto ancora da fare, da raggiungere, cose finora costantemente rimandate a dopo, a domani, al mese prossimo.

Quando ce la sentiremo, quando avremo tempo.

Oggi siamo in molti così, siamo in molti a pensare che ci sarà sempre tempo, che troveremo sempre prima o poi un momento per fare questa o quella cosa, ma tutto ciò che abbiamo in mente e che speriamo di realizzare non può essere rimandate all’infinito, o resteranno proiezioni.

Proiezioni di noi stessi, poi quando di tempo non ne avremo più, saremo ombre.

Per questo credo che sia tempo di non lasciarci più trasportare dal vortice della marea in attesa che tutto si plachi: è tempo di tirare fuori la testa e provare a nuotare.

Provare a vivere il tempo a nostra disposizione.

Perché questo tempo è per ognuno di noi.

Daniela Granata

Categorized: Yourself

La redazione

La redazione di Chizzocute è come una famiglia, grande e animata, composta da donne e uomini uniti da ideali di vita sostenibile, che pongono le relazioni umane al centro delle proprie scelte, consapevoli che tutti noi “siamo frutto della nostra famiglia”.

All posts by La redazione