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Madri e stati d’animo: quella tristezza che non ti è concessa

Madri e stati d'animo_quella tristezza che non ti è concesso di provareNon me lo aveva detto nessuno che una volta diventata mamma non avrei potuto più essere padrona dei miei stati d’animo.

Non me lo avevano detto che non avrei potuto concedermi dei momenti di profondo sconforto e tristezza. Ed io non ci avevo neanche riflettuto su. Ero preparata al fatto che fare la mamma può essere difficile perché i bambini richiedono pazienza, perché non sei più padrona del tuo tempo né dei tuoi spazi, ma che non sarei più stata padrona dei miei sentimenti no, non me l’ero immaginato.

Forse sono solo una pazza maniaca del controllo, ma io non voglio che a Dario arrivi nessun mio sentimento negativo, eppure a volte è inevitabile: a volte non riesco a rimanere serena se rifiuta il cibo, non riesco a mascherare la paura se cade e picchia forte la testa, non riesco a non arrabbiarmi se ripetutamente va sulla ciotola del cane e butta i croccantini per aria come fossero coriandoli, nonostante gli continui a dire in tutte le salse che non è rispettoso nei confronti della cagnetta né nei miei, e lui mi guarda con aria di sfida e intrepido si riempie di nuovo il pugno di croccantini, fino a quando non mi costringe a toglierli di mezzo.
Fino a qui ci siamo. Mi rendo conto che sono umana e che a volte può capitare di perdere un po’ il controllo, che in fondo non siamo mica macchine.
Ma in giorni come questi, di profonda tristezza, rifletto su quanto non posso lasciarmi andare, su quanto non posso prendermi la libertà di stare a letto senza vedere nessuno, senza parlare con nessuno, senza sorridere a nessuno, perché lui è lì, in piedi contro il mondo ad esigere vita, alla scoperta di sé e di ciò che lo circonda, incurante del tempo e dello spazio perché è ancora in quella fase, beata, della vita, in cui crede che tutto sia qui e adesso.

Lui vuole una mamma che con entusiasmo lo accompagni alla scoperta delle sue emozioni, dei suoi traguardi piccoli piccoli, delle sue difficoltà. Non può aspettare, non può rallentare, non può fare da solo.
E allora fai il saccoccino e lo chiudi, con tutto il brutto lì dentro facendo un nodo stretto stretto sperando che non esca nulla, e che niente di quella bruttura arrivi a lui. Perché lui non merita che il meglio di te. E a volte la paura di non riuscire a dargli quel meglio di te ti attanaglia lo stomaco, nonostante sai che stai facendo il possibile.

Allora aspetti che cali la notte, che cali il silenzio, che lui si abbandoni al sonno e ti lasci piano piano la mano. Gli dai un bacino e gli sussurri

Buonanotte amore mio. Faccio del mio meglio, ma a volte mi perdo. Ed è lì che tu mi dimostri quanto siete meravigliosi voi bambini, quando non mi serbi rancore e mi baci e mi ami come se non avessi mai sbagliato, come se non esistesse errore che non si possa recuperare con una carezza. Grazie. Buona notte amore mio.

Ti volti dall’altra parte e ti riappropri per un’ora o due del tuo saccoccino, perché hai bisogno anche di fare i conti con tutto quel grigio che, per un motivo o per un altro, ogni persona può portare dentro in alcune fasi della propria vita.

E domani è un altro giorno.
E tuo figlio probabilmente sparpaglierà ancora i croccantini del cane. E forse domani lo bacerai ridendo, sperando che quella testardaggine e quella intrepidezza lo portino a raggiungere i suoi obiettivi più alti e belli.

Quindi questo è per tutte noi, mamme ora forti come leoni e poi fragili come cristallo, che ci ritroviamo a ricacciare indietro le lacrime e a posticipare il nostro sfogo, ma che non sempre ce la facciamo. Ma forse è proprio in quel momento che insegnamo ai nostri figli a fare i conti con una mamma “normale”, che a volte cede alla tristezza, perché sì, la tristezza esiste e ti mostro cos’è, così non ti sentirai spiazzato quando anche tu la proverai.

Ma si supera. Basta che mi dai un bacino!

Loredana Amodeo

La redazione

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La redazione di Chizzocute è come una famiglia, grande e animata, composta da donne e uomini uniti da ideali di vita sostenibile, che pongono le relazioni umane al centro delle proprie scelte, consapevoli che tutti noi “siamo frutto della nostra famiglia”.

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2 comments on “Madri e stati d’animo: quella tristezza che non ti è concessa”

  1. Eh già…lasciar trapelare un po’ di tristezza può solo che far bene. Anche le emozioni brutte fanno parte della vita, basta solo spiegarle in modo semplice. Bell’articolo, complimenti!

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