Skip to content

La mamma di ieri, la mamma di oggi, la mamma di sempre: l’evoluzione dell’essere madre.

Ricordo con tenerezza i momenti con mia nonna. Lei era una donna forte, di quelle che hanno la pelle dura. A volte passava qualche giorno a casa sua e ricordo che ci divertivamo tanto.

Era nonna di tantissimi nipoti e tanti pronipoti, nonostante questo non ha mai smesso di fare la mamma. I suoi figli sono uomini e padri di famiglia, eppure lei era il punto fondamentale dell’esistenza di ognuno di loro.

Aveva un carattere forte, da sola con 10 figli è andata avanti in una vita fatta di sacrifici e non poche difficoltà. Con un lavoro e la casa da mandare avanti, è riuscita a crescere tutti con solidi valori, con il suo polso fermo e le tirate d’orecchie.

Non aveva manuali, libri o enciclopedie. Quello che faceva era dettato dall’amore e dall’istinto, ma anche dalle possibilità del momento. Di certo non si potevano comprare gli ultimi modelli di giochi sonori, ci si “accontentava” di passare le giornate tra alberi di fichi e corse sulla spiaggia. Si allattava, tanto, e si dormiva tutti insieme. Si viveva così, come natura comandava.

Mia mamma invece mi ha avuta negli anni ’80. Lei è una mamma presente, molto attenta e premurosa. Mi è sempre venuto naturale raccontarle ogni cosa di me, e se qualcosa non gliel’ho detto, lei l’ha sempre capito. Essere madre negli anni 80 però, si sa, è diverso. Il boom economico del latte artificiale e del biberon, incentivava ad un allattamento differente da quello naturale, per questo le mamme di quegli anni allattavano ad orari e fino ai quattro/sei mesi, tempo in cui, consigliate dai pediatri, dovevano smettere per passare al biberon.

Si dormiva nel lettino perché non si doveva rischiare di dare vizi difficili da togliere. I piccoli bambini giravano nel girello e i pranzi erano formati da cibo omogeneizzato prodotto da grandi aziende.

Io invece diventai mamma per la prima volta nel 2011. Quando nacque Francesco mi ritrovai appesa tra il mio istinto e i concetti della società di oggi. Allattavo ad orari, con aggiunte di latte artificiale prescritte dal pediatra perché, a detta sua, non cresceva secondo le tabelle. Dormiva nel lettino e di giorno cercavo di metterlo in carrozzina. Ma sentivo che qualcosa non era come doveva. Iniziai a leggere e ad nformarmi. Cercavo dentro di me un istinto e una sicurezza che avevo paura di fare uscire, per evitare di sbagliare. Finché nel 2014 arrivò Federico. Dico sempre che dovrebbe ringraziare il fratello perché è proprio lui che mi ha reso la mamma di oggi.

Oggi sono una mamma tornata alle origini. Una mamma che porta in fascia il proprio bambino, una mamma che allatta “ancora” dopo più di due anni, che dorme nel letto insieme ai suoi cuccioli. Sono un genitore che “sente” quello che deve fare ancora prima di saperlo fare, che segue i bisogni dei figli e non cede alle tentazioni delle pubblicità. So che il pediatra è un medico generico e non un nutrizionista, quindi mi rivolgo a lui per le malattie e non per il mio allattamento.

E intorno a me di mamme così inizio a vederne tante.

Che sia tornato il tempo in cui “l’istinto di mamma non sbaglia mai”? Io spero di si. Perché se vi fermate a pensare, vi accorgerete che tutto quello che dovete sapere è già scritto nel dna di madre. Siamo nate per questo, in fondo. È il nostro compito e lo sappiamo fare benissimo. Basta chiudere gli occhi e le orecchie e aprire il cuore.

Maria Russomanno

Articoli correlati

La redazione

La redazione

La redazione di Chizzocute è come una famiglia, grande e animata, composta da donne e uomini uniti da ideali di vita sostenibile, che pongono le relazioni umane al centro delle proprie scelte, consapevoli che tutti noi “siamo frutto della nostra famiglia”.

All posts by La redazione

Comments are closed.