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Mamme di bambini diversamente abili: estate, tate, manovre da Generale Patton

Tutti i giorni incontro mamme stanche, che non ne possono più dei loro bambini/e, che non vedono l’ora di rientrare in ufficio dopo le vacanze.

Mamme che non vedono l’ora che i loro figli/e crescano che se ne vadano un pochino, magari a qualche campus estivo! Io spaccherei loro il cranio. Non sanno quanto sono fortunate, hanno figli/e che possono bere, mangiare, andare in bagno da soli. Hanno figli/e autonomi.

Io da sempre se voglio svolgere il mio lavoro di PR devo avvalermi di tate che mi aiutino a gestire Rebecca. Premetto che posso continuare a lavorare anche grazie ad un marito che mi aiuta in tutto e per tutto. Donne che si affezionano molto a Rebecca, ma che appena riescono a trovare occupazioni meno faticose ci lasciano. Ormai Rebecca ci ha fatto l’abitudine, ha pianto solo per una tata che poi dopo un anno è tornata da noi perché anche se è faticoso gestire Rebecca, dice che un suo sorriso scalda il cuore più di ogni altra cosa al mondo!

Io invece vivo nella condizione peggiore:

mi sento in colpa quando sono sul lavoro e mi sento in colpa quando sono con Rebecca. Da quando sono freelance gestisco il tutto un po’ meglio, ma lo stress c’è sempre. Tante persone si complimentano con me per la forza, la determinazione con cui porto avanti lavoro e famiglia, ma io vorrei dire loro che devo essere così altrimenti questa società mi farebbe fuori. Una società dove tutto deve essere perfetto, dove tutto deve filare liscio senza intoppi, altrimenti ti fanno le ‘scarpe’! Quindi spero sempre che la tata mi aiuti, mi supporti in questo difficile compito che è essere mamma di bimba diversamente abile in un paese come l’Italia.

Un Paese dove non si pensa minimamente alla fatica delle famiglie che devono gestire situazioni come la nostra, soprattutto in estate. Quando finisce la scuola io inizio a tremare. Quest’anno Rebecca è andata in colonia con il Comune di Milano, è tornata parecchio conciata, piena di catarro, febbre ecc. Ci sono voluti 10 giorni (e non è ancora al 100%) per rimetterla in sesto. Avevo anche scritto un libretto con tutte le istruzioni (Rebecca’s rules), ma pare non sia servito a molto. A volte mi chiedo, ma perché pago le tasse se poi in cambio non ricevo nulla? Nel dubbio continuo a lottare, nella speranza che prima o poi qualcuno si renda conto dell’immane fatica che ogni giorno tantissime persone devono affrontare e nella speranza che prima o poi arrivi ad aiutarli Mary Poppins.

Elena Muserra Deluca

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