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Mamme e fitness: prendere un’abitudine in fondo è una cosa semplice

Partiamo dal presupposto che ognuna di noi ha bisogni e necessità diverse

e, soprattutto, partiamo dal presupposto che nessuna affronta le sedute di allenamento, magari la mattina presto, con la stessa gioia con la quale accoglieremmo un’ora di lettura, un bel giro per negozi o un massaggio in una SPA, magari dopo una nottata di mocci e tosse del pargolo.

Partiamo poi dal presupposto che non siamo il prototipo di mamma ansiosa che si sente in colpa perché lascia la creatura per andare a lavoro o per prendersi qualche ora per sé, anche se poi portiamo i nostri bimbi ovunque, fiere, eventi, viaggi, cene, parrucchiere e compagnia varia e magari mentre siamo a lavoro facciamo una chiamata all’ora per sapere se tutto, in nostra assenza, procede come si deve.

E anche se può sembrare facile per noi che lavoriamo in questo settore avere dimestichezza e abitudine consolidata all’allenamento, vi spergiuriamo che poi prendersi del tempo per allenarsi tanto facile non è perché quando una passione diventa lavoro, di sicuro le giornate sono più stimolanti, ma le ore da dedicare al fitness sono le stesse delle quali può disporre qualunque madre lavoratrice, a prescindere dalla professione che ha scelto.

Sono lontani i tempi dell’università quando passavamo le giornate in palestra o agli eventi e anche noi ci ritroviamo ad allenarci ad orari assurdi o di corsa come i marines, incastrando le poche ore in palestra, in giornate scandite da tabelle di marcia severissime che hanno come colonna sonora la simpatica suoneria dell’I-phone o la vibrazione, quando proprio non vogliamo essere disturbate.

Tutta questa premessa perché vogliamo trasmettervi un po’ della nostra passione per il fitness ma senza comunicare falsi messaggi tipo “il fitness è gioia” o “allenarsi con costanza è semplice e divertente” o anche presentarci come le nuove guru del fitness che promettono risultati per tutti e con poco impegno.

Leggi anche: Trovare la motivazione per andare in palestra e rimettersi in forma

Quello che però non smetteremo mai di sottolineare è l’importanza di una cultura del benessere e dello sport a tutte le età, in qualsiasi condizione e ad ogni costo e non solo perché lo dicono gli esperti, perché fa stare meglio o diventare più belle.

Non vi diremo mai che non è faticoso o impegnativo ritagliarsi 40 minuti per pensare a noi stesse ma, viceversa, vi racconteremo di quanto è stato bello vedere il proprio figlio pedalare su un palco a 8 anni o la piccina di 2 rotolare tra palle colorate per l’allenamento e addormentarsi in mezzo alla confusione di un evento o a Rimini Wellness in un angolo dello stand.

Perché quando lo sport diventa un’abitudine consolidata come bere o mangiare, questa viene acquisita fin da subito anche dai piccini che imparano a trarne fin da subito i benefici che questa offre…in primis una mamma più rilassata e più serena, in salute e in armonia col proprio corpo, la propria psiche e di conseguenza con l’ambiente circostante.

Vi racconteremo con un approccio poco tecnico, ma competente, cosa significa scegliere una disciplina piuttosto che un’altra e che cosa ha significato per noi conoscersi in palestra 20 anni fa e continuare a camminare insieme sostenendoci e supportandoci durante esami, problemi, gravidanze, separazioni, scelte lavorative e divertendoci in vacanza o durante serate matte.
Anni durante i quali la costante è sempre stata una, il fitness, che per noi è sempre stato valvola di sfogo, alienazione dai problemi della vita e divertimento…poteva essere una ride di Spinning® sul mare o una seduta silenziosa di Pilates Mat, mezz’ora di allenamento con la UGI® Ball o un’ora di salti a tutta aerobica negli anni ’90.

E i nostri compagni in tutto questo?

Per fortuna condividono con noi tutto questo delirio, lavorano in parte con noi, ognuno gestendo la propria area di competenza e si allenano con noi e a volte anche più di noi ma, nonostante questo, non mancano di recitare la parte dell’abbandonato quando una sera si cena più tardi per una lezione di yoga o di brontolare se a pranzo, in ufficio devono tenere la piccina perché mamma va a fare pilates.

Insomma…quello che vorremmo è che questo diventasse uno spazio in cui ciascuna possa riconoscersi un po’ e trovare quello stimolo che spesso manca per organizzarsi e prendersi una pausa dalla routine inserendo nelle proprie giornate delle salutari sedute d’allenamento.

L’abitudine al movimento quindi come una routine da acquisire per piacersi e di conseguenza piacere e per raggiungere quell’equilibrio instabile al quale ci obbliga la vita che si ottiene solo non fermandosi mai… a prescindere da quale professione si svolga o quanti figli si abbiano!

Nicole e Barbara

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