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Manuela: Io sono Wolverine

Provateci voi. Provate voi che vi lamentate del tacco alto, dell’unghia scheggiata, della proposta oscena in chat dopo la nuova foto del profilo. Oppure voi, corridori da selfie, che dovete condividere sui social anche la corsetta sotto casa. No, non è una sfida. Perchè voi, noi, io, abbiamo già perso.

Vi ricordate Wolverine? Aveva un esoscheletro. Una ossatura indistruttibile, sembrava fantasia. Non lo è. Wolverine esiste ed è donna. Lo sa bene Manuela Migliaccio. Manuela ha deciso di migliorare il suo record. 15 km di camminata. Voi direte, tutto qui?

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A parte che parecchi fenomeni 15 km non li fanno se non arrivando col fiatone. Io non li raggiungo correndo. Ciò che rende splendida l’impresa è che Manuela è paraplegica. L’esoscheletro non le riporterà la possibilità di camminare, ma si utilizza per la riabilitazione, rendendola più facile. Manuela vuole raggiungere il primato, aveva già frantumato il record di 10 km, ora vorrebbe superare quello dei 15.

Manuela studia all’università di Bologna. E ha accettato l’invito del centro riabilitazione di Lecco. Aveva avuto un incidente e aveva perso l’uso delle gambe. Ma non vuole fermarsi solo a frantumare record, vuole anche rendersi utile per gli studi neuromotori. “Non voglio essere un esempio, ma solo aiutare chi prova a reagire, come me”, dice Manuela.

Queste notizie ci dovrebbero far riflettere. Ad esempio sul fatto che i supereroi esistono, e sono quelli che superano ogni giorno ostacoli che per gli altri sono la normalità. Noi superiamo due macchine messe su una rampa disabili facendo i contorsionisti, ma i supereroi no, per portare la loro carrozzella dall’altro lato, per volare con le loro stampelle e non dovere aspettare ore. Ci vogliono fior di superpoteri e pazienza per vincere.

Ma anche senza pensare a tutto questo, sarebbe bello avere la giusta dimensione delle cose. La gonna scomoda, la ruota che si buca, un litigio col capufficio stronzo, sono normalità, i tacchi che fanno indolenzire non sono una cosa che dovrebbe scatenare compatimento. E nemmeno la cena saltata per gli straordinari, non è sfiga o sfortuna. I supereroi sono altri, spesso non sono sui social a lamentarsi, stanno correndo su un esoscheletro di adamantio. Altro che essere stanchi dopo l’ufficio.

Ettore Zanca 

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