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Il miglior papà del mondo

Se ci fosse una classifica saremmo in tanti a sgomitare per raggiungerne la vetta, ma possiamo solo dare il meglio di noi per essere i migliori papà… per i nostri figli!

Ci s’inciampa sempre, ma la competitività purtroppo è una componente inalienabile della paternità! Vuoi mettere il vanto di essere riusciti a far fare a tuo figlio qualcosa di meglio  rispetto “a quell’altro”? Ma non è tutto oro quello che luccica e pensare di essere migliori degli altri è solo il preludio per essere peggiori di tutti.

Dimentichiamo spesso, purtroppo, cosa possa significare godersi un momento speciale della vita dei nostri figli. Lasciare a loro la libertà di vivere completamente ogni istante, imparando sempre cose nuove è segno di rispetto, di attenzione, di premura per loro, anche a scapito nostro. D’altronde essere genitori sappiamo che comporta dei sacrifici. Ma non tanto materiali, piuttosto emotivi, sentimentali… Riuscire a mettersi da parte per noi papà è una bella sfida.

Non sappiamo stare a guardare e dobbiamo cercare la marcia giusta per spingerli sempre un po’: impara ad andare in bici senza ruote, sfida il tuo coraggio e fai qualcosa di più ardito… e mille altre richieste che, se gestite male, mettono i nostri figli nella condizione di non sentirsi all’altezza del loro papà. La stima ed il rispetto che devono nutrire nei nostri confronti non deve essere timore o esaltazione, esche non è in questo che si misura quanto siamo bravi con loro. Piuttosto devono comprendere che le debolezze vanno considerate, affrontate, ma non nascoste. Ognuno di noi d’altronde necessita di assumerne piena coscienza e solo quando lo realizziamo sappiamo anche come gestirle per poter rendere ancora di più.

Un mio collega ha una bella targa dedicata al miglior papà del mondo. Quelli si che sono riconoscimenti! Alle volte ci facciamo in quattro per poter dare tutto a nostri figli, per non farli sentire trascurati, ma poi forse li lasciamo troppo tempo vicino la televisione…

Oggi pomeriggio, per telefono, la prima cosa che mi ha detto mia figlia è stata “stamattina non mi hai salutato”. Ha tre anni e tante cose ancora non le comprende: stamattina ero veramente di fretta e nel pensare a mille cose ho soprasseduto al saluto che le dedico praticamente ogni mattina.

I nostri figli ti possono far sentire veramente fiero di essere un bravo genitore, ma anche un inutile presenza che nemmeno dedica loro un saluto. Alti e bassi praticamente quotidiani che costellano l’esperienza della paternità.

Comunque lo capiamo se stiamo facendo qualcosa di sbagliato. Se abbiamo un minimo di sensibilità sappiamo riconoscere attimi di disinteresse e momenti di attenzione. Capiamo come il rapporto con i nostri figli sta crescendo. Siamo come il bastone che si usa per correggere la crescita delle piante: a volte siamo belli ritti, vicini ai nostri figli che si appoggiano perfettamente a noi ed altre volte prendiamo le distanze per dedicarci esclusivamente a noi stessi rendendo vano tutto il nostro sforzo…

Pensiamo che per essere i migliori ci sia bisogno di un metro di misura, ma se i nostri figli ci sapranno apprezzare e saranno fieri di noi sapremo che siamo stati i migliori papà del mondo. Per lo meno del loro… ed su quello che vogliamo atterrare tutti i giorni!

Silvano Campanale | Here you are daddy!

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