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Milano Design Week: ecco cosa vedere secondo il designer Paolo Demo (link utili)

Beh insomma mi pare di capire che qui siamo al battesimo di penna, una prova del fuoco, la prima volta che sospendo il mio lavoro di architetto e designer per scrivere.

Accade infatti che mi scrive Loredana di Chizzocute e, con una freschezza tale da farmi scantare dal torpore della fatica pomeridiana, mi domanda di parlarvi della Milano Design Week e del Salone del Mobile. Sì, avete presente, proprio quello. Il motivo di quel grande fervore che fa viaggiare tutto il mondo verso Milano almeno una volta l’anno, ma tutti insieme, come una comitiva ansiosa di vedere, toccare, fotografare anche se non si può (ma tutti fotografano come selvaggi, io invece appena prendo in mano l’iphone per telefonare mi ferma il gorilla lì vicino e mi intima di non fare foto), parlo proprio di un aspetto di valore del nostro grande Paese, di una vera e propria “mostra” del nostro fare che ci distingue da gran parte del mondo.

Vi riporto subito una frase che cito con orgoglio di italiano e di architetto italiano che lavora con l’industria italiana e che l’ama svisceratamente, le parole di Ron Arad, importante designer di livello mondiale, qualcuno di voi lo conoscerà già:

Ritengo che l’Italia o Milano o il Nord Italia siano tuttora il centro del mondo del design e devo dire che non è solo per il design che proviene dall’Italia ma soprattutto per la cultura di fabbricazione; non c’è altro posto al mondo dove si possano trovare artigiani e industrie, industrie vere e proprie, che conoscono il valore del design.”

Questo scrive Arad, e in tali fantastiche parole possiamo riassumere bene tutto il valore concreto che ogni anno spinge il mondo intero a tornare a Milano per vedere, scoprire e farsi coinvolgere.

Ma poi cosa ci si aspetta ogni anno dal Salone del Mobile di Milano?

Che cosa significa esattamente frequentare il Salone, viverlo? Frequentare è un bel termine, proviamo per un attimo a usarlo proprio per la sua inclinazione di senso squisitamente sentimentale, forse mi spiego meglio così. Quando qualcuno di noi usa il termine “frequentare” una persona, giusto… intende dire che non ci sta ancora insieme, gli o le piacerebbe farlo, ma vuole vedere come va, se si trova bene, ecco Milano potrebbe essere così, da studiare, da avvicinare piano piano nella speranza che lei ti prenda all’improvviso e ti travolga senza preavviso, infatti lo è pure per me, ogni volta.

Io ci vado sempre e comunque per lavoro, dal Veneto in generale a Milano il passo è breve e ci lavoro bene, mi piace proprio, ma so già che proprio qui faccio incontri al Salone, al Fuorisalone (specifico esclusivamente per lavoro, questo lo leggerà anche mia moglie, Silvia stai tranquilla va-tutto-bene), agli aperitivi e agli opening che mi interessano, scelgo dove andare, c’è sempre qualcuno che ti porta altrove, a vedere, sempre a toccare (intendo sempre i mobili, le lampade, le ceramiche.. ecco, Silvia, va-tutto-bene), riflettere, conoscere, contattare, parlare, raccontare, disegnare, proporre, infiniti verbi del “fare”, il mio lavoro.

Quindi Milano eccita, è una specie di amante che si contraddistingue per sorpresa e vertigine, ti puoi sentire a un tratto come gli U2 che suonano sul tetto del Rockefeller Center a New York (invincibile), oppure come la telecamera di Nonsolomoda (ve la ricordate?) che gira roteando in continuazione tra i palazzi “della metropoli più cool del momento” (stordito)… ma questa forza e questo stordimento, sensazioni che nella primavera milanese ti parlano sempre e comunque di rinnovamento, di dirompente forza creativa, di amore per tutto ciò che siamo capaci di costruire ed evolvere nel tempo di un solo anno, beh sono sincero… sono sensazioni di vita vera per noi che col design ci lavoriamo, per chi non ci lavora e magari vuole semplicemente gustarsi la trasformazione di questa bella metropoli, può gustarsi la ricerca di eventi, mostre e altro di enorme diffusione in città proprio durante la Design Week.

Ma veniamo infatti a qualche semplice informazione tecnica, finora ho parlato di sensazioni e complicità, vediamo adesso dove vi posso portare io.

Cosa vedere durante la Design Week 2016? Ecco una breve guida

Innanzitutto fatevi un giretto virtuale nel portale del Salone, all’indirizzo www.salonemilano.it, poi prendete la piantina del Fuorisalone e scegliete! Dentro in fiera a Rho potrete fare un bel giro tra i padiglioni delle aziende italiane leader nei settori del mobile e del complemento d’arredo e siccome sono tante e le sorprese anche, consiglio una passeggiata trai padiglioni ospitanti il design che più è di vostro interesse, potete trovare la mappa per orientarvi meglio.

Per quanto riguarda il Fuorisalone, capirete che in una settimana gli eventi, le esposizioni e manifestazioni riguardanti il mondo del design sono tantissimi. Io ho già rimediato una selezione di visite da incastrare tra un appuntamento di lavoro e l’altro. Consiglio quindi, e fidatevi – non tanto perché non sono io a dirvelo ma quanto per la qualità degli eventi stessi e l’indiscussa bravura di queste aziende e designers – di andare a trovare Giulio Iacchetti col suo brand Internoitaliano nelle tre locations previste per quest’anno, ne sarà sicuramente felice! Poi fate un salto a vedere le meraviglie dell’altro caro amico Giorgio Biscaro e soci, anche qui troverete pane per i vostri denti, ne sono certo. Ah, quasi dimenticavo, se avrete l’occasione di conoscerli e farci due parole, dite loro che vi mando io, ne saranno felici, grazie!

Ancora, vi direi di visitare un po’ tutte le zone “calde” del Fuorisalone, qui trovate i percorsi all’interno dei principali distretti della manifestazione, in modo da potervi orientare a seconda dei vostri gusti in fatto di architettura e design, oltre a occhio di riguardo ancora, per la mostra New Craft, organizzata nell’ambito degli eventi della XXI Triennale di Milano, un inno al felice incastro tra progetto e “fare” artigiano, riscoperta del valore del prodotto tra ricerca e produzione che ancora oggi contraddistingue le eccellenze del nostro Paese.

La mostra è situata alla Fabbrica del Vapore e, sempre nella stessa location, cercate Gianfranco Setzu e Monica Casu all’interno di Sharing Design, organizzata da Making Makers.

Bene, a voi la palla, spero di non esserlo stata io (la palla, intendo…), vi lascio così a Milano e ai suoi eventi, spero che la mia breve selezione vi possa servire da start per scegliere dove andare, cosa vedere, come divertirvi in questa bella manifestazione diffusa tra progetti ed oggetti, l’anno prossimo quasi certamente ritornerò anch’io al Fuorisalone come espositore, ho in serbo molte cose, garantisco. Buona Design Week a tutte e a tutti!

Paolo Demo

Leggi l’intervista a Paolo Demo a cura di Ettore Zanca.

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