Uomini e donne viaggiano, praticamente da sempre, su due diversi fusi orari. Per cui se una donna vuole incontrare un uomo non le resta che una cosa da fare: fermarsi e aspettarlo da qualche parte. E nell’attesa questa poverina che fa? Ma i mini bundt cake ai lamponi! Che domande…

La mia passione per prodotti alimentari impossibili mi spinge sempre verso nuove e mirabolanti avventure che di solito portano tutte nello stesso ameno luogo: il supermercato.
Venerdì, mentre mi dirigevo appunto in tale luogo, in questo caso nel supermercato più fornito della zona, che è ovviamente anche il più lontano da casa, mi imbatto in una giovane mamma di due gemelli, un maschio e una femmina.

Avranno avuto sui tre anni, il maschio, un timido biondino, camminava incerto dando la mano alla madre che con l’altra doveva spingere il passeggino gemellare e contemporaneamente tenere d’occhio la femmina, una bionda convinta, che correva avanti, prendendo chiaramente le distanze dal duo edipico.

“Che carini!” Penserete voi. Può essere, ma non è questo il punto.

Perché, in questo casuale incontro che per un attimo ha distratto la sottoscritta dal suo obiettivo primario, cioè il super fornito supermercato, è racchiusa tutta l’atavica differenza tra maschio e femmina.

Perché salvo alcuni rari casi, questa scena rappresenta perfettamente il rapporto tra i due sessi.

L’incolmabile differenza tra i due sessi.

E la differenza sta tutta lì, in quel camminare avanti, da sole, più veloci e sicure. Poi per andare dove non si sa, ma lei comunque andava.

Le femmine nascono che stanno già andando. In tutti i sensi.

È per questo che al secondo appuntamento con uno, noi pensiamo già ai nomi dei 12 bambini che concepiremo con lui entro l’anno. Ed è per questo che al secondo appuntamento con una, loro invece pensano alla partita di Champions che ci sarà il giorno dopo.

E mentre noi lo aspettiamo già all’altare dopo una sola uscita insieme, lui si sta ancora chiedendo come si chiama quella con cui è appena uscito.

Così accade che mentre noi siamo lì ad aspettare, aspettare, aspettare… Decidiamo di fare un giro per ingannare l’attesa. Intanto lui, finalmente, arriva. Convinto pure di essere arrivato primo e anche scocciato di doverti aspettare… Tu vorresti dirgli: “Bello, io sono qui da due giorni, e per non fare la muffa in tua attesa ho fatto un giro del quartiere. E poi, che tu sia veramente arrivato, è tutto ancora da verificare…“.

Invece lo guardi, come si guarda un bambino di tre anni fare i suoi incerti passi, gli sorridi materna e gli dici: “Sei stato proprio bravo ad arrivare per primo!”.

Quindi è un fatto scientifico: noi siamo destinate ad aspettare. E guai ad affrettare i tempi, si rischia di non vederli mai più. O di vederli un giorno camminare incerti, dando la mano alla mamma…

La morale della favola è che noi siamo già lì, loro ci arriveranno.
Si, ma quando? Chi può dirlo… Ma intanto noi, per ingannare il tempo, ci facciamo qualche Mini bundt cake ai lamponi (diciamo circa 12…).

Mini bundt cake ai lamponi con stampini colorati

Con le fruste lavorate 1 uovo grande con 130gr. di zucchero di canna, fino a quando diventa spumoso. Incorporate 120ml. di latte e il succo di 1 limone piccolo e continuate a mescolare. Aggiungete 180gr. di farina setacciata con 2 cucchiaini di lievito per dolci ed 1 pizzico di sale, amalgamate bene. Infine, aggiungete circa 200gr. di lamponi maturi, lavati e asciugati (tenetene da parte almeno 12 per la decorazione finale). Schiacciateli e amalgamateli all’impasto.
Versateli negli stampini per mini bundt cake o per ciambelline, senza riempirli completamente e cuoceteli in forno caldo a 180° per circa 20 minuti.

Mini bundt cake ai lamponi pronti per essere infornati

Una  volta cotti (sempre prova stecchino), lasciateli raffreddare e poi decorateli con i lamponi rimasti e zucchero a velo (se vi va…).

Mini bundt cake ai lamponi ricoperti di zucchero a velo

E anche i nostri mini bundt cake ai lamponi  sono pronti. Ora non ci resta che aspettare. E aspettare. E aspettare…

Miss Brownies