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Neonati: fascia o marsupio? Istruzioni, supporti, posizioni e benefici

fascia neonatiIl contatto, per la maggior parte dei neonati, è un bisogno; se ci ragioniamo sopra un attimo, non hanno nemmeno tutti i torti. Arrivano da una bolla d’acqua tiepida, semibuia, dove i suoni sono ovattati e dove una voce, familiare e amorevole, fa vibrare il loro tutto; un mondo circondato da un confine morbido e cedevole, ma sempre lì, rassicurante.

E d’un tratto, si trovano catapultati in un mondo troppo freddo, troppo secco, con luci abbaglianti e suoni assordanti. Una nuova dimensione senza un confine che loro siano in grado di percepire, nemmeno allargando le loro piccole braccia.

Un po’ di disorientamento è più che comprensibile, non credete?

Ma in questo grande e pauroso mondo, c’è un luogo che può dar loro sicurezza, calore e nutrimento. Insomma, non sono poi così sciocchi ‘sti neonati a voler stare sempre in braccio!

Però la schiena degli adulti ha delle ragioni che il neonato non comprende e a volte dà chiari segni di dissenso a questo bisogno dei piccoli.

Aggiungete il fatto che spesso gli adulti hanno questo bizzarro desiderio di avere le mani libere per, che ne so, lavarsi i denti, mangiare, grattarsi il naso.

Come fare a conciliare i bisogni dei piccoli con quelli dei grandi? La nostra risposta è: il babywearing, of course.

Ma come portare i neonati? Quali posizioni sono da prediligere? Quali i supporti migliori?

Se diamo uno sguardo alle culture dove il portare i piccoli è tradizione antica, troveremo quasi sempre che i bimbi sono portati sulla schiena, per lasciare la mamma maggiormente libera di lavorare. Nelle società occidentali, il bisogno materno di lavorare è in genere posticipato di qualche mese e si preferisce invece portare davanti, dove è possibile “tenere d’occhio” il proprio bimbo, instaurando un rapporto che passa anche per gli sguardi.

Portare sulla schiena i neonati non è impossibile, ma è necessaria una buona (ottima) pratica oppure un aiuto molto esperto al quale appoggiarsi (come succede tra le donne in Africa ad esempio).

In ogni caso, per noi il babywearing è un percorso a tappe, la prima delle quali prevede il portare davanti, almeno finchè il bambino non è in grado di sorreggere autonomamente il capo.

La posizione da preferire con i neonati è quella pancia a pancia, a ranocchio; da evitare, invece la posizione detta “a culla”, in cui il bambino è coricato di lato, con le gambe unite. La posizione a culla, infatti:

  • non protegge dalla displasia dell’anca, in quanto non prevede la divaricazione delle gambe
  • non aiuta in caso di reflusso, mantenendo il bimbo in posizione orizzontale
  • è meno efficace in caso di mal di pancia e coliche, poichè non vi è compressione del ventre
  • è meno confortevole per il portatore, essendo sbilanciata da un lato
  • è potenzialmente poco sicura,  se non viene eseguita perfettamente, può infatti portare al fenomeno del “chin-to-chest” (mento reclinato sul petto), che rende più difficoltosa la respirazione

La posizione pancia a pancia permette di trarre tutti i benefici suddetti: protezione dalla displasia dell’anca, un aiuto contro i mal di pancia dei cuccioli ed anche per il loro fisiologico, ma fastidioso, reflusso. In questa posizione, non si avrà nemmeno il rischio di una ventilazione imperfetta.

In questa posizione, è importante fare attenzione a non forzare l’apertura delle gambine, rispettando la naturale postura che assumono i piccoli, in genere una posizione a ranocchio contro il corpo della mamma.

Ora che abbiamo capito qual è la posizione migliore per i piccolissimi, quale supporto sarebbe meglio per loro? La prima risposta, la più immediata, è senz’altro “fascia lunga”; si può optare per una fascia lunga elastica, in maglina/jersey di cotone, oppure una fascia lunga rigida, di stoffa tessuta a tramatura diagonale.

L’elastica ha il vantaggio di perdonare i piccoli errori di legatura che sono normali per un portatore alle prime armi, ma ha il limite di essere utilizzabile solo per i primi mesi: raggiunti i 7-8 kg di peso tende a cedere e va sostituita con un supporto più sostenitivo.

La rigida è sicuramente più duratura, ma per portare un neonato è necessario sceglierla nelle sue declinazioni più morbide: ottime sono quelle cotone+bambù, che però difficilmente vengono sfruttate per tutto il percorso; altrettanto valide sono quelle 100% cotone con bassa grammatura, indicativamente fino a 240 g/m2

Con i neonati, è possibile anche utilizzare un mei tai, a patto che gli stessi siano dotati di fasce larghe ed avvolgenti, di un reggitesta per sostenere il capo e soprattutto di un sistema che permetta di restringere la seduta (tipicamente una coulisse).

E per quanto riguarda i più pratici marsupi ergonomici? Noi consigliamo di aspettare qualche mese prima di utilizzarli, anche nei casi in cui sia previsto un riduttore che teoricamente dovrebbe consentirne l’uso dall’inizio. Il marsupio, infatti, non offre l’avvolgenza di una fascia, non permette un buon sostegno della testa e può provocare una forzata apertura delle gambine in bambini troppo piccoli.

Una valida alternativa, che concilia l’avvolgenza della fascia e la praticità del marsupio, è una fascia facilitata che si trova in commercio. Si tratta di un’elastica che si indossa senza legature, e si regola grazie a degli anelli sui fianchi; come tutti i supporti elastici, risulta però utilizzabile solo fino ai 7-8 kg. Potrebbe comunque essere un buon modo per iniziare senza scoraggiarsi.

E si sa, chi ben comincia è a metà dell’opera.

Buon babywearing a tutti, le vostre Rolling Mamas!

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