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I nonni di oggi: alcuni con lo smartphone, altri con il gioco d’azzardo

Nell’immaginario di qualche anno fa la nonna era una vecchina con lo chignon bianco ed il grembiule perennemente addosso, dato che sfornava una torta dietro l’altra.

Solitamente era una donna poco curata che passava le sue giornate, oltre che a fare torte, a rammendare calzini e a lavorare ai ferri. Il nonno invece era un brontolone maschilista e che non praticava mai alcun gesto di tenerezza.

Figure che senz’altro, noi nonni di oggi, non ci sentiamo addosso per niente.

Oggi ci prendiamo cura di noi, ci vestiamo bene e teniamo alla nostra immagine, ma anche alla nostra anima, che cibiamo con le letture di generi disparati, con la frequentazione di amici, (abbiamo una rete sociale che non si limita alla nostra fascia di età!) non frequentiamo più circoli per anziani ma palestre (che si alternano ai centri di fisioterapia, è vero!) o laboratori creativi, non facciamo i viaggi in pellegrinaggio da questo o quel Santo organizzati per propinare ad ingenui anziani oggetti presentati come indispensabili (tipo materassi che fanno sparire di colpo i dolori), ma ci vedrete in crociere ed in villaggi, con i compagni o con gli amici.

Oggi noi nonni siamo, più o meno, al passo con i tempi anche in quanto a tecnologia: abbiamo lo smartphone ed il tablet, messaggiamo su Whatsapp ed interagiamo su Facebook.

nonni oggi smartphone

E poi però ci sono anche quei nonni rimasti un po’ in bilico, che non riescono ad adattarsi a questo nuovo modo di vivere ma lo subiscono e basta, e si ritrovano la domenica a pranzare da soli perché i figli sono lontani ed inghiottiti delle vite troppo frenetiche, si sentono isolati perché a quelle gite da Padre Pio non partecipano più gli amici di una volta, ed i circoli sono vuoti. Così , per buttare al tappeto la solitudine, passano le proprie serate dentro alle sale Bingo o davanti ad una shot machine, con l’illusione che quell’adrenalina sia una cura a quella tristezza, a quel senso di delusione ed ingiustizia. Ma poi, chiusa la sala e spente le macchine, si ritorna a casa più soli di prima.anziani e gioco d'azzardo

Questi nonni probabilmente non mi leggeranno, quindi il messaggio va a voi, figli: se proprio non riuscite a stare più vicini ai vostri genitori, quanto meno aiutateli ed indirizzateli affinché riescano a costruirsi degli interessi, delle amicizie, delle passioni: magari iscriveteli in palestra, o a qualche laboratorio, o a qualche corso.

In fondo, a loro volta, tanti anni fa, lo hanno fatto con noi,  facendoci da filtro, insegnandoci ad interagire con gli altri quando noi non sapevamo come comunicare né come capire quel mondo troppo veloce ed incomprensibile per noi. È pensando a loro come pazienti genitori e a noi come bambini spauriti e confusi che dovremmo ricambiare a nostra volta la “cortesia”.

Rosanna Di Fede

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