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La nostalgia di una mamma: accadrà anche a te

nostalgia mammaLe festività ci riportano sempre all’infanzia ed alla famiglia, che lo si voglia o no. E, quando la famiglia è dissolta, arrivano molti ricordi a scaldare il cuore, o a scatenare la nostalgia di una mamma verso il figlio ormai cresciuto.

Quelli più teneri riguardano quel bambino che mio figlio è stato, ed al nostro incontro, sicuramente scritto nel nostro comune destino.  Non c’è nient’altro che si possa paragonare alla tenerezza infinita degli abbracci di un bimbo piccino, all’unione che si crea condividendo le giornate e le nottate, alle coccole ed alle carezze che sono possibili solo a quell’età, con i propri figli.

Quella conoscenza intima che permette la vicinanza continua, pelle contro pelle, che non conosce vergogne o limitazioni, che si può permettere di manifestare ogni cosa, sia in salute che in malattia. Gli odori, la condivisione del bagno, la febbre da vegliare accuratamente, la pulizia del corpo e di tutte sue defezioni, il catarro, la tosse, i sintomi infantili…

E, di sottofondo, quel pensiero costante e persistente: “Crescerà, finalmente, imparerà a cavarsela da solo! Non dovrò sempre svegliarmi di notte e occuparmi di lui, prima o poi diventerà grande!”.

Ecco, proprio quell’idea accompagna, di solito, l’impegno dell’essere mamma o papà, mentre si accudiscono i propri figli. Potro’ starmene in pace la sera davanti alla televisione, invece di raccontare fiabe e cercare di tranquillizzare e fare addormentare. Potrò andarmene in giro dove voglio, fare quello che mi pare, senza doverlo sempre portare con me o affidarlo a qualcuno. Tornerò padrona della mia vita.

nostalgia mamma

E adesso è da tanti anni che mi godo questa libertà, la possibilità di vivere come mi pare, senza quel pensiero costante, quel senso di aver trascurato qualcosa, quella paura di non aver fatto abbastanza.

E poi arriva, inaspettata, la nostalgia di una mamma per quelle braccia al collo che stringevano forte, per quella parola, “mamma”, ascoltata mille volte al giorno, fino a non poterne più. 

E mi rendo conto che quell’intimità profonda con mio figlio non tornerà mai più, si è persa per sempre quando ha dovuto prendere le distanze, mettermi da parte, diventare grande, cercare, in qualche modo, la sua strada, che si può sviluppare solo affrancandosi da me.

Ho agevolato e reso semplice, per lui, questo processo; ho cercato di non lamentarmi mai e di non far mai pesare la mia solitudine; ho gioito per il tempo che avevo guadagnato e lo spazio per me stessa che ho riacquisito; ho guardato da lontano la sua vita cercando di non interferire quasi mai….ma quegli anni trascorsi insieme sono stati davvero tanti, e mi ricordo bene cosa volesse dire avere lui che mi seguiva ovunque, in ogni luogo della casa, sempre con me, mai da solo nella sua stanza, fino all’adolescenza. C’erano le domande, le conversazioni, le risate, la collaborazione in cucina, con i biscotti fatti insieme, le lasagne tirate con la macchinetta, la pizza impastata e tirata con il mattarello, ed ognuno che decorava la sua come voleva…
Da qualche parte, dentro di me, so benissimo che tutto questo non andrà mai perduto, che quelle ore, giorni, mesi ed anni non saranno mai smarriti, ci saranno sempre, nei suoi ricordi e nei miei.
E so che, prima o poi, avrò un nipotino da coccolare e viziare, come non mi sono mai permessa con lui, ed a cui dedicherò tempo ed attenzione preziosa, come non è possibile fare a trent’anni, quando tante altre cose occupano la mente. Non ci sarà più la speranza che diventi, finalmente, grande, ma solo il gustarmi la sua vicinanza il più possibile, finchè c’è.
Questo mi aiuta a lasciar andare la nostalgia per quel bambino così atteso ed amato, così voluto e cercato, arrivato con il suo bagaglio di splendore e allegria e gioia e voglia di vivere sudamericana, così speciale e straordinaria.
Le lacrime accompagnano questo articolo in cui mi permetto, per la prima volta, di tirar fuori e lasciare andare questa mancanza, che ogni tanto mi assale.
Ecco, questo legame non ha niente a che fare con il sangue, ma si crea con l’amore condiviso nelle infinite giornate passate insieme, tra un adulto ed un bambino piccino.
Se ogni bimbo nel mondo avesse le cure e l’affetto di una famiglia, nascerebbe davvero un Mondo Nuovo.

Valeria Pisano

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