Lo scorso 22 giugno Rebecca è stata operata da un super chirurgo ad una terribile scoliosi.

Aveva una doppia curva a 90° gradi, simile alla ‘chicane’ dell’autodromo di Monza. Io, lei e Luca ci scherzavamo spesso! L’operazione è durata 8 ore, 4 giorni e 3 notti in terapia intensiva, 8 giorni di degenza in ortopedia con tanto di intubazione ecc.

Ci hanno mandato a casa ieri dicendoci di fare la nostra solita vita e io mi sono chiesta: ma cosa ne sanno della nostra solita vita?

Rebecca fa di tutto, e di più, ma ora deve abituarsi alle sue due nuove amiche: due barre in titanio ancorate al bacino. Ora ha una nuova postura e deve re-imparare a guidare la sua super carrozzina. Prima di uscire dall’ospedale sono riuscita a far dire al chirurgo che ci vorranno da 3 a 6 mesi perchè Rebecca riesca a trovare l’assetto finale.

Abbiamo iniziato la fisioterapia a casa e la faremo tutti i giorni per rimettere in asse le spalle. Ho sempre saputo o meglio pensato che la ripresa sarebbe stata lunga, ma finchè il chirurgo non me lo ha detto io ho sperato in cuor mio di sbagliarmi. La prima notte a casa è stata un incubo: Rebecca deve riabituarsi al suo materasso (speriamo che stanotte dorma meglio). In tutto questo io e Luca non abbiamo mai smesso di lavorare, siamo liberi professionisti per cui se non lavoriamo non fatturiamo.

Oggi per la prima volta ho pianto un po’ perché mi sono resa conto che manca totalmente una preparazione psicologica. Quando ho visto Rebecca intubata mi sono sentita morire, quando ho visto la ferita (ho solo sbirciato) mi tremavano le gambe per non pensare a quando ho visto la radiografia della sua schiena.

Ma cosa non si fa per i figli!

Ho dovuto mettere da parte le mie paure, farmi vedere salda come un soldatino, ma oggi in ascensore tornando a casa sono scoppiata in lacrime. Ieri al chirurgo ho detto che faremo una donazione alla terapia intensiva e una al reparto di ortopedia tramite la nostra Onlus (www.smarathon.eu). Gli ho detto di farmi sapere di cosa avranno bisogno, ma oggi ho deciso che la ns donazione al reparto consisterà in un sostegno psicologico per i genitori e bambini che dovranno affrontare questa operazione. Un paio di incontri con uno/una psicologa che dia loro gli strumenti per reagire ed affrontare tutto questo senza crollare!

Elena Muserra De Luca