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Padri e separazione: cambiare rotta e spiegare la scelta ai figli

Padri e separazioneAdesso siamo in un porto affollato e caotico. Cerchiamo di stare uniti e vicini, sentiamo che tutto intorno si muove senza sosta e per un attimo ci concentriamo sul da farsi, su come raggiungere la nostra nave e, sinceramente, sono almeno 3 gli anni che aspetto questo momento.

L. ha lo sguardo assente e percepisce tutto troppo in fretta, ma credo che sia oramai il momento giusto, un taglio netto alle cime e si parte senza guardarsi più indietro, lascio tutto quello in cui credevo a terra e mi tengo voi due per sempre, imbarcati su questo bellissimo galeone di pirati. G. invece è troppo piccolo e se mi circonda di affetto e si aggrappa alle ore che passiamo insieme , so che ne rimarrà meno turbato di L., il più grande. Certo non ho scusanti, ho rovinato il mio rapporto con la mia ex e L. si crede parte di un brutto momento della nostra vita, sono affranto e credo che, con tutti i dettagli del caso, risulterebbe oramai superfluo e al tempo stesso ancora troppo ingombrante spiegargli il perché di questo nuovo viaggio.

Ora devo fare i conti con la volontà di cambiare rotta e di passare oltre o la remota possibilità di crederci ancora e di saper dove andare. Adesso di nuovo però c’è solo la casa, anzi, la nave …

Per quanto anomalo e vero, ho stabilito subito la mia indipendenza nelle faccende di casa. Dallo stirare (non lo faccio più), a cambiare i pannolini (spero di smettere per la fine dell’estate), fino quasi al saper cucinare, non mi sono mai tirato indietro. Però questo non mi aiuta, anzi. Di tutte le scienze e le politiche che ci circondano, non capisco lo stretto legame che hanno con l’economia e il debito p. e così via blaterando. Penso che nella vita essere dipendenti da qualcosa o qualcuno ci sia congenito, ma l’obiettivo e il modo di  come ottenerlo sono sempre le nostre scelte a deciderlo. Contendersi il sorriso dei figli con qualcun altro abbastanza consapevole delle conseguenze che ci sono nell’imbarcarsi su un galeone di pirati, ritrovare abbastanza forza per opporsi alle navi nemiche e ridere soddisfatti del bottino di emozioni che ci prendiamo dal grande mare del caos, questo è quello che intendo nel sentirsi veramente i 3 maschiacci .  

Nella pioggia di informazioni che oramai ci circonda, bisogna avere in mente la domanda/rotta giusta per capire cosa veramente può farci progredire e aver un sano obiettivo a breve. Con costante e in-sicura armonia cercare di rimediare alle inesattezze del caso, alle frustrazioni/secche o bassi fondali, alle cannonate nemiche e attraverso il dialogo ,per quanto faticoso o assurdo, provarci sempre e comunque, come diceva il vecchio Renzo : “parliamone”. D’altro canto senza i giganteschi maelstorm dell’ipocrisia o i tentacoli di chissà quale mostro/tentazione, la vita per noi tre maschiacci sarebbe fin troppo noiosa e priva di brividabadividi, quindi credo che l’equipaggio/spirito debba restare vigile e unito, pronto e allegro quanto basti perché dalla terra ferma di questa nostra democratica società non ci si senta mai troppo attratti.

Passato il tempo e la stagione in cui la mente sta nella rimessa, si riposa e cerca di trovare una convivenza con la paura, del non farcela o di andare troppo piano o poco felicemente di sembrare un perdente, ho ritrovato la forza di fare un primo passo e nell’alzare lo sguardo da terra ho intravisto due figure minute, giusto davanti  me, che mi tendevano le mani e mi aiutavano a crederci, due persone che, per quanto astuto in questa frase, si fidavano di me, ciecamente di me. Dai 3 maschiacci sono così ripartito,  senza troppa convinzione all’inizio e con pensieri davvero assurdi, ma mi sono concentrato solo su noi tre, quasi fosse stata la mia ultima spiaggia. Ho seppellito i miei piccoli finti tesori/convinzioni e ho disegnato una mappa per ritrovarli un giorno o per perderli per sempre.

Adesso tutto ruota al Tempo passato insieme e che non sia mai troppo forte il vento da strappare le vele/sogni, o assente da renderle inutili e lasche, la cambusa del nostro galeone si riempe così di emozioni e sorrisi, così che le battaglie che affronteremo non ci lasceranno mai allontanarci l’uno dall’altro . A volte senza parte dell’equipaggio, il galeone approda su isole sconosciute e selvagge, ma sono certo che al prossimo porto ci si rimbarcherà tutti e tre insieme e allora si racconteranno per i 7 mari le nostre avventure. Consapevoli e timorosi che una tempesta potrebbe sempre abbattersi su di noi e spezzare i nostri alberi maestri, o che un’intera flotta di navi nemiche ci potrebbe inseguire per tutte le isole dei caraibi , noi tre rimarremo comunque per sempre su questo vascello, in viaggio, per il tempo che ci è concesso, sempre pronti a fare battaglia alla noiosa prospettiva di sentirsi soli ,o peggio ancora, abbandonati.

Alla prossima, Mario.

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