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Padri in viaggio: quando un papà parte, le distanze gli insegnano ad amare

papà e distanzaEccomi. Sono sempre Massimo e sono tornato dopo un’assenza di un paio di mesi.

Un paio di mesi in cui ho lavorato all ‘estero per un progetto che mi ha coinvolto a tempo pieno, per quattordici o sedici ore al giorno, sabato compreso, con un impegno totale, come solo il cinema sa chiedere.

Si, lavoro nel cinema, e fare lo scenografo su un film ti richiede tutte le energie fisiche e mentali che riesci a trovare…e anche un po di piu.

Bene, tornando a noi, questa volta è stata la prima da quando è nata Virginia. che sono rimasto cosi lontano da casa,e soprattutto da lei, per un tempo così lungo. E non è stato facile.

Credo di aver tediato qualsiasi povero collega mi sia passato sotto tiro, con le foto e i video quotidiani che la mia compagna e la sua tata mi spedivano (benedetto WatsApp…), raccontando e dipingendo la mia piccola come l’essere piu bello e prezioso del creato.

Per fortuna, mia moglie e mia figlia sono moooolto simpatiche e qualche collega mi ha “sopportato” e  “supportato” fino alla fine.

Insomma, avrete capito che aspettavo con impazienza quelle piccole tracce di quotidianità che mi riunivano a loro anche a chilometri di distanza. Pochi attimi, per me  eterni, che mi distraevano dal lavoro e mi permettevano in un istante di risistemare tutta la lista delle priorità. Se una cosa sembrava cosi importante e complessa, un istante dopo veniva ridimensionata al suo giusto valore.

Insomma, quanto  mi è mancata la mia piccola, e come è stato bello e strano vedere i suoi cambiamenti da una settimana all’altra (la domenica sono quasi sempre riuscito a tornare). Non riconoscere la scarpine che oggi ho trovato nel suo armadietto, nel nuovo asilo, e non riconoscere neppure la sua lingua lunga, oggi, non mi sembrava lei quando mi spiegava cosa  fare e cosa dovevo aiutarla ad indossare prima di uscire.

L’ho lasciata che iniziava a formulare le prime parole a coppie e me la ritrovo con farsi compiute e concetti espressi.

Come si arrabbiava con me quando non riuscivo a tornare la domenica! Per giorni evadeva dai video che la mamma mi mandava e trovava sempre altro da fare, piccola smorfiosa…per poi saltarmi al collo e abbracciarmi per interminabili minuti quando senza dirglielo rispuntavo la domenica, regalandomi delle emozioni uniche e mai provate. L’abbraccio di un bambino che ti ama non penso abbia eguali al mondo.

Finalmente sono tornato, almeno per ora, e credo che la lontananza, ti insegni il grande valore delle piccole cose, delle fatiche che ti dimentichi e dell’amore che rimane, dell’intensità dei sentimenti che ci uniscono anche quando nella fatica del quotidiano tendiamo a dimenticarcelo. Insomma, non vedo l’ora di dividere la mia quotidianità con le mie “donne” di casa. Nel bene e nel male, è meraviglioso ed impagabile crescere insieme.

Massimo

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